Oltre che per il mare, i paesaggi, la cultura e il cibo, la Puglia è famosa per lo stile. Tagliatore, ecco un brand che dà lustro alla sua terra natale.

Tagliatore - Pino Lerario: ritratto
Pino Lerario

La creatività di Pino Lerario , mente eclettica e versatile, è alla base delle collezioni Tagliatore.

Il disegno della giacca è la tavolozza sulla quale sviluppare le idee creative: le forme sfilate e morbide, la ricerca e la valorizzazione dei dettagli, i revers ampi, le spalle e le maniche, sono un marchio di fabbrica.

Nato dalla tradizione di famiglia, il brand è rappresentato ormai da diversi anni attraverso un’immagine creativa semplice ma efficace dal punto di vista comunicativo. È l’evocazione di una sartorialità percepita già dall’immagine che la rappresenta, ogni volta simile nell’impostazione ma diversa nel contenuto. In tutti questi anni, l’azienda Lerario ha finalizzato i suoi obiettivi nel sostenere e incrementare, attraverso competenze e manodopera specializzata, una filiera produttiva tutta italiana dal grande carattere distintivo, valorizzando un settore, quello manifatturiero, che proprio nel made in Italy pone le premesse per un espansione sui mercati mondiali, che sempre più richiedono qualità, intesa anche come gusto ed innovazione.  Mentre la maggior parte delle aziende manifatturiere italiane hanno delocalizzato la produzione, l’azienda Lerario ha preferito continuare a puntare sulla grande professionalità dei suoi 180 validissimi collaboratori, realizzando all’interno dell’azienda circa 340 capi spalla al giorno, che vengono distribuiti a circa 800 clienti in Italia ed all’estero.

Tagliatore - Pino Lerario: immagini di mani mentre sono al lavoro su tessuti
Mani

Già a partire dall’ultima stagione i capi di Tagliatore sono presenti anche sul mercato giapponese, esigente e sempre attento alle nuove proposte. Lo incontriamo dietro le quinte del sul lavoro.

Qual è il centro gravitazionale della sua ispirazione?

Traggo ispirazione da tutto il mondo nel quale vivo: la mia sartoria, un pezzo di stoffa, un bottone, i miei viaggi… Per la collezione di primavera, per esempio, il punto di partenza è stato la bellezza che si nasconde in luoghi inaspettati. Ho riflettuto come il tempo che passa lasci un segno sui luoghi e sulle cose, una patina, una ruga, un’imperfezione che rende il tutto magico.

Com’è diventato direttore creativo e stilista?

Fin da piccolo io e i miei fratelli passavamo ore nel laboratorio di famiglia, dove si producevano prima scarpe e, successivamente, capi di abbigliamento; un antro magico fatto di aghi, fili e tessuti ! Mio padre ci incoraggiava a guardare, formare modelli, mixare i colori…. Ho imparato un po’ di tutto e, ancora oggi, faccio un po’ di tutto. Ogni capo prende vita dalle mie mani, da un disegno unico e distintivo e dalla scelta di tessuti che faccio arrivare in gran parte da Biella e, per il restante, da lanifici inglesi di alta qualità.

Tagliatore - Pino Lerario: nelle 3 immagini si vedono Giacca doppiopetto - Trench con collo di pelliccia - Giacca doppiopetto con panciotto in velluto
Giacca doppiopetto - Trench con collo di pelliccia - Giacca doppiopetto con panciotto in velluto

Tre aggettivi per descrivere il tuo stile?

Dandy, per i dettagli come metalli e catene; Elegante, per la struttura sartoriale dei blazer e degli smoking; Trend, per la ricerca dei tessuti: un disegno, un quadro o una riga è la tavolozza sul quale sviluppare idee creative.

Punti di forza delle sue collezioni?

Stile e un rigoroso controllo della qualità. Su questo argomento l’azienda, da sempre, effettua una severissima selezione delle proprietà dei tessuti, che devono garantire, in tutte le fasi di lavorazione, quelle caratteristiche di reazione alle varie lavorazioni, che mantengono il capo perfetto in tutte le sue condizioni di uso e vestibilità.

Tagliatore - Pino Lerario: nelle 3 immagini si vedono - Bottoni - Collezione ai 2018-19 - Bottoni con catena
Bottoni - Collezione ai 2018-19 - Bottoni con catena

Qual è il tessuto che ama di più?

Non ho una sola predilezione, però riconosco che i tessuti saxoni hanno una marcia in più: la forza luminosa della trama e del profumo dei nonni. Ogni uomo dovrebbe avere un capo confezionato con questo tessuto.

Ci parli della nuova collezione invernale presentata al Pitti93?

La collezione autunno-inverno 2018-2019 si articola su proposte di capispalla dal chiaro sapore British in perfetta armonia con l’eleganza espressa dall’iconica via inglese di Savile Row ed un piglio rock, sempre parte importante del DNA di Tagliatore.

Ai capispalla formali con martingala sagomata ho alternato coat di chiara ispirazione military, riedizione delle regie divise austroungariche, trench over con cintura e falda su spalla e un’inedita trucker jacket dai bottini anticati e fit sciancrato.

Gli abiti, mono e doppio-petto sono sfoderati e destrutturati con rever a lancia e bottoni lavorati secondo antichi disegni provenienti dalla mia terra.

Tagliatore - Pino Lerario: nelle 3 immagini si vede una linea di calzature
Linea di calzature

E l’introduzione della linea di calzature?

Undici i modelli, Oxford, derby, mocassini e duilio coda di rondine, interamente realizzati in Italia da maestri calzolai toscani secondo la più antica tradizione. Ho scelto i materiali pregiati come il vitello abrasivato, spazzolato o washed, hanno suole in cuoio rifinite a mano ed inserti/isole in gomma antipioggia. Alcuni modelli hanno finiture vintage mentre in altre varianti è presente la pelle stampata cocco.

Qual è il suo secret garden, se ne ha uno?

Il mio “secret garden” è la mia terra natale, fatta di vicoli bianchi e tortuosi, palazzi barocchi e masserie sparse tra le colline.

E la passione per gli occhiali?

Un’altra mia mania sono gli occhiali. Spinto dalla passione per le cose belle, uniche e di qualità, scelgo montature che mi soddisfino e che si differenzino dalla massa, con un elevato standard di qualità per i miei occhi, che sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Mi piacciono gli occhiali originali anni ’70: lente sfumate, montatura in metallo e celluloide, e sicuramente di colore blu.

Cosa non può mancare nel suo armadio?

Un blazer blu, che è un vero angelo custode: di giorno e per i party serali lo abbino con pantaloni di flanella grigia, per le occasioni disinvolte lo sdrammatizzo con i jeans.

Quali sono le maggiori sfide creative di oggi?

Sfruttare a vantaggio dell’eleganza le tecnologie più avanzate. Preservare la bellezza della materia prima anche dopo le modifiche. E usare la propria arte come il senso potenziale del percettibile nella creatività che in ogni individuo può suscitare, innescando una dinamica di cambiamento, un metabolismo sensoriale, una metabletica delle espressioni, considerando che il significato del vocabolo “arte” deve essere riservato a tutte quelle espressioni che grazie a particolari intensità di emozioni e rappresentazioni, si elevano a ideale universale.

Tagliatore - Pino Lerario: 3 modelli di giacche