L’archivio storico dei tessuti di Vitale Barberis Canonico in mostra nello spazio Polveriera al Pitti92.

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Affinità elettive, affinità estetiche. Amore per il bello e l’artigianalità. A Firenze l’eleganza non svanisce, anzi, si rafforza con un nuovo progetto appassionante che unisce due storiche realtà: Vitale Barberis Canonico e Pitti Uomo.

È l’ultima vulcanica idea di Francesco Barberis Canonico, direttore creativo dell’azienda di famiglia, di trasformare la Polviera di Pitti92 in una camera delle meraviglie.

Vitale Barberis Canonico: ritratto di Francesco Barberis Canonico
Francesco Barberis Canonico

L’archivio del Lanificio Vitale Barberis Canonico contiene oltre 2000 volumi storici.

Nella collezione Vitale Barberis Canonico esistono due tipologie di volumi: i campionari (commerciali e tecnici). In questa categoria rientrano gli 80 volumi del Lanificio (dal 1970 al 2009), quelli del lanificio Albino Botto (all’incirca 175 unità dal 1952 al 1977), quelli del lanificio Giovanni Tonella (173 campionari, dal 1900 al 1961 e s.d.), acquisito da VBC nel 2004; sono inoltre presenti 103 campionari dell’archivio Roscol (datati tra 1958 e 1995 e s.d.), una ditta d’ingrosso tessuti esteri e nazionali, con sede a Bologna; e le raccolte di tessuti di tendenza, di cui fanno parte principalmente i volumi targati J. Claude Frères & Co., Bilbille & Co., Homo, Modes & Techniques de Paris, Societé des Nouveautés Textiles, Textiles Paris Echos e anche alcuni campionari di Alberto & Roy, P. Alberto, Engelsmann, Textula. Vi sono inoltre 13 volumi di cui non sappiamo da quale “société d’échantillonnage” siano stati realizzati ma sono stati rilegati presso l’ “Etabl.ts Maurice Oppenheim & Hadamar Réunis – Maurice Hadamar Succ. – 18 Rue Réaumur, Paris”.

Vitale Barberis Canonico: archivio storico
L’archivio del Lanificio Vitale Barberis Canonico

La storia di queste raccolte risale agli inizi del XIX secolo quando il commercio indipendente di campioni di tessuti inizia a organizzarsi tra Parigi, centro della moda, le città tessili di Mulhouse e San Gallo e Lipsia, centro nevralgico europeo per il commercio e per le fiere tessili. In pochi decenni si sviluppa una vera e propria economia dei campioni di tessuti.

La prima “société d’échantillonnage” Jean Claude Frères viene fondata da Jean Claude, disegnatore tessile originario dei Vosgi. La sua attività si svolge a Parigi, ma il suo datore di lavoro è un tessutaio alsaziano, per il quale Jean Claude raccoglie campioni di novità tessili inviandoglieli come fonte d’ispirazione. Nel 1834 Jean Claude fonda una società autonoma con il fratello, dando vita così alla Jean Claude Frères con sede à Sainte-Marie-Aux-Mines, nel dipartimento dell’Alto Reno nella regione dell’Alsazia. Nel corso del 1800 e all’indomani della prima guerra mondiale nascono nella stessa area molte case editrici di questo genere, prime fra tutti per dimensioni e diffusione, Bilbille, la Société des Nouveautés Textiles, Homo & Cie (Héritiers de Gerlioz). Il loro compito è di vendere per corrispondenza raccolte di campioni di tessuto, classificati per categoria di prodotto (lana, cotone, sete, tessuti per cravatteria). Nonostante non si abbiano molte informazioni in merito alle condizioni di lavoro, sappiamo che queste società erano tutte concentrate nei quartieri centrali di Parigi per essere vicine ai magazzini di deposito dei fabbricanti provinciali, dei grossisti parigini (per lo più situati in Rue du IV Septembre) e dei sarti. Tutte le società avevano alcune caratteristiche comuni: erano state fondate da uomini, erano piccole strutture indipendenti e nessuna di loro ha tentato nel corso degli anni di crescere in dimensione per raggiungere economie di scala.

Vitale Barberis Canonico: archivio storico
L’archivio del Lanificio Vitale Barberis Canonico

A partire dal 1931 la loro attività si sviluppa in tre direzioni: i contenuti dei volumi si arricchiscono di commenti e dettagli tecnici; ci si muove verso la creazione estetica e nascono dei nuovi attori sul mercato. In molti casi, ai campioni di tessuto, vengono allegati commentari tecnici in quattro lingue (francese, inglese, tedesco e spagnolo).
Questi libri di raccolte di tendenze diventano così rapidamente il supporto per la creatività tessile e gettano le basi per attività di consulenza creativa vera a propria. Tra questi spicca l’attività di un membro di una famiglia dell’industria serica lionese che nel 1937 sviluppa un’attività di consulenza tessile. Alla vigilia della seconda guerra mondiale vediamo così l’affermarsi di un settore di consulenza nella città di Parigi.

Vitale Barberis Canonico: archivio storico - campionario tessuti
Collezioni di tessuti Vitale Barberis Canonico

Tra i campionari in possesso di Vitale Barberis Canonico il più antico è invece risalente al 1846.

Viene quindi naturale chiedersi per quale motivo un’azienda così antica non abbia volumi del Settecento o addirittura del Seicento, periodo in cui le prime generazioni di Barberis Canonico operavano già in campo tessile. A proposito va detto che, i campionari e le “raccolte di tessuti di tendenza” si collocano in un periodo compreso tra l’industrializzazione e l’informatizzazione della produzione tessile.

Prima dell’industrializzazione, arrivata nel biellese intorno alla metà dell’Ottocento grazie all’opera di Pietro Sella, il “mercante imprenditore” si recava alle fiere con la pezza di tessuto vera e propria. In quel periodo era impossibile riprodurre fedelmente le coloriture dei tessuti oppure la loro struttura e il loro peso, quindi i prodotti erano unici e il produttore tessile presentava ciò che aveva già creato in magazzino e solo sul materiale già disponibile accettava le ordinazioni.

Nella Gallery:
Tessuti Vitale Barberis Canonico – Vintage, Classico e Kasha

Solo dopo l’industrializzazione dei processi diventa possibile creare dei veri e propri campionari, intesi come collezioni di prodotti da proporre come catalogo ai propri clienti. Possiamo parlare di campionari dal 1850 agli anni 2000 per intenderci. Prima di tale periodo ogni tessuto era unico, inimitabile perché la tecnica non rendeva possibile la replica precisa.

Una mostra che si trasforma in un immaginario percorso a ritroso, scandito dal suggestivo fascino degli archivi storici del lanificio biellese e nel mettere ancora una volta in evidenza l’eleganza sartoriale e di rendersi conto che il vero Made in Italy risiede in questa realtà.

Vitale Barberis Canonico: ritratto di Francesco Barberis Canonico
Francesco Barberis Canonico