L’amore folle di Saint Laurent e Bergé incarnano gli ideali che non si erano mai materializzati  con tale pienezza, sono gli esempi definitivi di bellezza, stile e garbo. Seducenti, originali, vivi.

frame dal film Yves Saint Laurent di Jalil Lespert
Frame dal film Yves Saint Laurent di Jalil Lespert

Sembra che il tempo non riesca a imporre la sua tirannia su certi personaggi o su una dichiarazione d’amore e d’intenti, quello che un maturo e “solido” Pierre Bergé fa ad un giovane e fragile (ma già promettente) stilista franco-algerino Yves Saint Laurent, quando si conobbero al funerale di Christian Dior, decidendo di vivere assieme.

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Yves Saint Laurent e Pierre Bergé
Yves Saint Laurent e Pierre Bergé

Anzi, li risparmia e addirittura li avvantaggia. Nella durata, essi si affinano, si trascendono. Invece di perdersi nell’oblio si ritrovano sempre nella luce.

Passano gli anni e si succedono accadimenti, dipartite, le mode, gli umori della folla, le smanie dei giovani, le nuove tecnologie. Ma loro rimangono l’oggetto dell’ammirazione, delle fantasie di innumerevoli individui.

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Frame dal film Yves Saint Laurent di Jalil Lespert
Frame dal film Yves Saint Laurent di Jalil Lespert

E cosi, oggi, ci emozionano ed esaltano, ci ammaliano e ispirano, ci fanno sognare e ci regalano attimi preziosi dopo aver turbato, ispirato e fatto sognare milioni di altri prima di noi, ed sono pronti ad ammaliare, ispirare e offrire momenti di gioia alle generazioni future.

Questa loro dichiarazione d’amore porta agli occhi del mondo, quale segno d’identità, quella celebrità sterminata, assurda, quasi, ma soprattutto inedita nella storia, resa possibile, oggi, dalla congiunzione tra onnipresenza dei mass media e preminenza della cultura della moda: ovvero quella della rivalutazione del marchio e da figure di designer prima Hedi Slimane ed ora Anthony Vaccarello.

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Yves Saint Laurent al suo tavolo di lavoro -1976
Yves Saint Laurent al suo tavolo di lavoro -1976

Ma la sola fama non basterebbe renderli speciali per il loro amore. Se ci stanno a cuore è perché si tratta di persone divenute veri archetipi. Appaiono cioè, agli occhi dei più, come esempi definitivi di stile, garbo, bellezza, modelli di maniere lievi anche se non certo semplici, seducenti ma fermi e decisi nel loro essere un uomo per uomo.

Queste personalità originali, questi immortali della nostra epoca, formano uno squisito circolo posto al centro del discorso comune e aperto all’immaginazione di ognuno; ma disegnano anche una costellazione di scintillanti punti di riferimento, a livello personale e collettivo.

Come spiegare la loro presenza nella cultura comune a tutti, anzi, il loro influsso verificabile sui nostri gusti e sulle nostre forme in cui scegliamo di esprimere le nostre emozioni? Questo, intuiamo, è dovuto al fatto che hanno rappresentato un ideale che prima non si era materializzato con tanta pienezza.

E travalicano i confini temporali, perché il modello stabilito da loro è semplicemente perfetto.

Quale altro uomo potrà essere Yves Saint Laurent o Pierre Bergè meglio di loro stessi?

Al momento della loro incantevole dedizione, non c’era e non c’è ancora, una coppia dotata di un’uguale eleganza portata senza apparente sforzo e che fosse capace, al contempo di tracciare un nuovo immaginario estetico dove arte e moda sono un’unica dimensione.

L’originalità dei personaggi nacque dalla congiunzione  di queste due qualità, due qualità fino allora ritenute inconciliabili. Mentre si scoprivano raffinati e dandy, distinti e distesi, poetici e cool.  La memoria li associa a grandi momenti della moda internazionale. Miriadi di looks indimenticabili e quel défilé storico per la stampa del 1976 per la presentazione della collezione intitolata “Russian Ballet Collection”, dove uscirono trionfanti mano nella mano.

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Frame dal Film "L'amour Fou" Runway Russian Ballett Collection 1976
Frame dal Film "L'amour Fou" Runway Russian Ballett Collection 1976

Possedevano lo chic senza età di Parigi e l’impeto della gioventù del dopoguerra.

Sulle pagine dei rotocalchi, furono l’immagine dell’eccellenza di un periodo di ricambio estetico cruciale quando l’istituzione dell’haute couture cedette gradualmente il passo all’innovazione dei Sixties.

Alto, di ossatura lunga e più sottile, con il portamento di un danzatore Yves, più bassino ma con grande spalle, con il portamento eretto sempre attento ai particolari Pierre, avevano tutte le qualità richieste per posare davanti ai fotografi e mostrarsi non sofisticati e remoti, ma sofisticati e immediati.

Attraverso loro, ragazzi e uomini potevano capire che la distinzione, acquisto culturale piuttosto materiale, sebbene sia una disciplina, non è affatto in conflitto con la naturalità.

Yves Saint Laurent e Pierre Bergè 1982 - Credits Musée Yves Saint Laurent
Yves Saint Laurent e Pierre Bergè 1982 - Credits Musée Yves Saint Laurent

La lezione finale che ci hanno impartito è stata la dimostrazione concreta di come, senza spiritualità, non vi è eleganza genuina: come quella di Pierre di vendere le collezioni d’arte divenute poi troppo difficili da sopportare senza più Yves al suo fianco.

Con immenso dolore, ma anche con la consapevolezza che non sarebbe mai più riuscito a guardare o accarezzare quei pezzi incredibili, acquistati nei loro numerosi viaggi e non solo, senza una fitta. Pierre Bergé decise di metterli all’incanto, perché, qualcun’ altro potesse gioirne, nel possederli e ammirarli.

Il giorno dell’asta rimase nascosto in un ufficio, collegato con la sala mentre le testimonianze della sua vita con Yves venivano frantumate un pezzo via l’altro e assegnate al miglior offerente. Indimenticabile, la sua figura, un po’ curva avvolta in un cappotto scuro mentre s’infilava in una Mercedes nera. Dopo che tutto si era compiuto.

Pierre Bergè nella sua libreria
Pierre Bergè nella sua libreria

La morte a Saint Remy ha impedito a Pierre Bergé di portare a termine gli ultimi due progetti ai quali stava lavorando: due musei dedicati a Yves Saint Laurent: a Parigi e Marrakesh, amata infinitamente dallo stilista.

L’inaugurazione è prevista tra poco, in autunno. Pierre e Yves la guarderanno da lassù. Di nuovo insieme. Finalmente.

YSL : “Disegno per non dover ascoltare”

Yves Saint Laurent Museum in Marrakesh, 2017
Yves Saint Laurent Museum in Marrakesh, 2017
 Photo Credits: Fondazione YSL di Parigi