Mascherine, camici, donazioni: ecco alcune delle tante iniziative messe in atto da grandi brand e da piccole aziende per aiutare ospedali e associazioni sanitarie durante l’emergenza Coronavirus.

In queste settimane (per non dire, ahimè, mesi), l’attenzione di tutti è stata deviata su questo virus con cui, fino all’anno scorso, nessuno si sarebbe mai aspettato di dover fare i conti. Al grido di #restateacasa ristoranti, bar, pub, parrucchieri, negozi vari hanno abbassato le loro saracinesche, in attesa di un via libera per poter ripartire. Via libera che non si sa quando potrà arrivare. Ovviamente anche il mondo della moda è stato colpito, e non poco, dalla crisi causata dal coronavirus.

Non si tratta soltanto della chiusura dei negozi fisici (compensa infatti lo shopping online), ma anche e soprattutto il danno causato all’intero sistema produttivo, che vede coinvolti operai, commessi, fotografi e anche noi giornalisti. In questo scenario a dir poco drammatico però, vengono fuori l’umanità e il cuore degli stilisti e degli influencer che, ben consapevoli di quanto dovranno affrontare per riuscire a tornare ad una normalità che per ora sembra essere solo un miraggio, hanno unito le loro forze per fronteggiare l’emergenza sanitaria, grazie a finanziamenti e raccolte fondi per gli ospedali impegnati in prima linea per la cura degli ammalati e per la ricerca.

Courtesy of Giorgio Armani
Courtesy of Giorgio Armani

Ecco che si va dunque da Gucci, che effettuerà una donazione di due milioni di euro a favore del Dipartimento della Protezione Civile e a favore del COVID-19 Solidarity Response Fund (a supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), al Gruppo Armani il quale, oltre alle donazioni in favore di non pochi ospedali a Milano, Bergamo, Piacenza ed altri ancora, ha annunciato la conversione dei propri stabilimenti produttivi italiani per la produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari.

Baldinini i cui stabilimenti sono stati convertiti alla produzione di mascherine.
Baldinini i cui stabilimenti sono stati convertiti alla produzione di mascherine.

Anche Prada non è rimasta immobile di fronte al panorama che stiamo vivendo, avviando la produzione di 80.000 camici e 110.000 mascherine da destinare al personale sanitario della Regione Toscana. All’appello di quest’ultima hanno aderito e si sono mobilitati subito anche Baldinini, Fendi, Scervino, Ferragamo, Celine, Serapian con pelletteria, Richemont e Valentino.

Baldinini
Baldinini

Altre aziende hanno invece deciso di destinare una parte degli introiti dei propri e-commerce a organizzazioni sanitarie impegnate a fermare l’epidemia. È il caso ad esempio di Alberta Ferretti e Philosophy di Lorenzo Serafini, che devolveranno il 15% dei proventi delle vendite all’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna all’istituto clinico Humanitas di Milano.

Sono solo alcuni dei tanti esempi di campagne di beneficenza mirate e di iniziative di shopping solidale unite da un medesimo obiettivo: cercare di dare una piccola, ma importante mano, alla lotta contro un virus che ci sta impedendo di poter vivere appieno una vita fatta anche di queste eccellenze. Un’iniziativa lodevole, quella di player del lusso o di piccoli marchi, per contribuire a promuovere un messaggio positivo: quello che il Coronavirus si può sconfiggere.