Guido Polito. Un bel ragazzo di trentanove anni proprietario del gruppo Baglioni Hotels Regina.

I Baglioni Hotels sono cinque alberghi di lusso nelle più importanti città d’Italia oltre uno a Londra, due in Provenza, un resort, ancora in costruzione, alle Maldive e grandi progetti per il futuro.

Guido, possiamo definirla “figlio d’arte”?

“Direi proprio di si. È stato mio padre a fondare il gruppo Baglioni Hotels, il primo albergo fu quello a Punta Ala aperto nel 1974. E’ un luogo a noi molto caro perché rappresenta l’inizio di tutto. Poi il gruppo si è sviluppato, prima in Italia e in seguito in Francia, fino ad arrivare al 2004 con l’albergo di Londra. Io ho sempre vissuto in queste strutture, ne ho sentito parlare fin da quando ero bambino.”

Un albergo della Baglioni Hotels a cui è più legato di altri?

“Punta Ala per una questione affettiva, Londra perché è stato il mio primo progetto. Vivevo a Londra e lavoravo in banca quando ci è capitata l’occasione di quell’albergo. Dovevo andare negli Stati Uniti per un master ma preferii seguire i lavori di ristrutturazione e poi il lancio della nuova struttura. Ci fu un cambiamento anche nel design che mio padre, dandomi fiducia, approvo’. È venuto fuori un albergo che ha avuto grande successo e al quale sono particolarmente affezionato.”

Una città dove vorrebbe aprirne uno nuovo?

New York! Eravamo presenti tanti anni fa, poi il proprietario dell’immobile fallì e noi perdemmo il contratto. È una città importante perché rappresenta il nostro primo mercato e ci darebbe una visibilità incredibile, un po’ come è accaduto con Londra. Ci sono città mondiali come Londra, Parigi, New York. Lo sono anche le nostre Roma, Venezia, Milano ma in maniera differente.”

Avete anche un Resort alle Maldive.

Si, ma è ancora in costruzione. Un resort meraviglioso con 96 ville su un’isola privata, vergine. È storicamente una destinazione italiana e per noi essere presenti è importante. Comunque abbiamo ancora un’altra meta fuori dall’Europa alla quale stiamo lavorando, ma di cui per il momento non le svelerò il nome.”

I vostri alberghi, i Baglioni Hotels, hanno un tipo di clientela molto alta. Hanno richieste particolari? Sono capricciosi?

Sono ragionevolmente capricciosi considerando che stanno spendendo una cifra importante, ma soprattutto il loro tempo. Noi siamo responsabili del tempo di queste persone e dobbiamo farlo al meglio. Dobbiamo farli stare bene. Per noi è fondamentale anche la privacy che riusciamo a dar loro. Comunque sbagliare è umano, ma l’importante è rimediare facendo uscire il cliente sempre con il sorriso sulle labbra.”

Un cliente che vorrebbe avere?

Richard Branson. È un genio di cui ho letto più volte i libri. È una persona che mi affascina e con la quale mi piacerebbe cenare e fare due chiacchiere.”

Lei ha un bambino che si chiama Roberto come il nonno. Il suo futuro lo vede negli alberghi?

Per ora vuole fare il calciatore quindi siamo molto lontani!!! Anche lui è cresciuto all’interno degli alberghi dove è super coccolato. Diciamo che inizia a capirli.

Vivendo sempre negli alberghi della Baglioni Hotels, la “casa” esiste?

Esiste ed è molto importante. L’albergo lo viviamo come un posto di lavoro e non è rilassante per nulla. Hai sempre l’occhio e l’orecchio attento a tutto ciò che accade e devi essere pronto a risolvere mille problematiche che inevitabilmente potrebbero accadere. Quando si arriva in casa dobbiamo dimenticare tutto il resto. Questo è un’altra insegnamento di mio padre.

Credits e Location: Orazio Cristaldi - "Baglioni Hotel Regina" di Roma e "Baglioni Hotel Carlton" di Milano