Dedicato alla gemma per antonomasia, il nuovo brand “Pisa Diamanti” sceglie la bellezza e lo stile senza tempo della gioielleria più classica per esaltare la femminilità contemporanea.

Pisa Diamanti – Nella foto tre anelli con diamanti taglio brillante, marquise e a goccia.
Pisa Diamanti – Nella foto tre anelli con diamanti taglio brillante, marquise e a goccia.

Montature essenziali, discrete ed aggraziate, scelte volutamente con l’obbiettivo di magnificare e valorizzare la vera protagonista dell’alta gioielleria: la pietra preziosa. Le nuove creature firmate Pisa Diamanti, il marchio creato dalla Boutique Pisa Orologeria di Milano, scelgono l’allure più classica della eleganza femminile, perché bellezza, purezza e qualità della gemma vincono le tendenze della moda, che talvolta il design segue, e restano un valore concreto nel tempo. Nell’immenso panorama delle pietre esistenti in natura, il diamante è senza dubbio la gemma intramontabile ed invincibile per definizione, (tanto che nella lingua greca antica il termine “adámas” significava indomabile), custode di peculiarità e caratteristiche che le altre gemme non possiedono. A queste meraviglie naturali risalenti all’alba dei tempi, Maristella e Chiara Pisa dedicano il loro nuovo marchio di alta gioielleria che oltre a comprendere una gamma di offerta di creazioni molto ampia, si declina anche nella realizzazione di gioielli “su misura” per soddisfare i desideri più esclusivi della clientela.

Pisa Diamanti – Anello con un diamante taglio a cuore; anello con un diamante taglio a smeraldo.

I diamanti, con la loro peculiare durezza, sancita all’apice della scala di Mohs con un valore pari a 10, ed una composizione chimica particolare (la presenza esclusiva di carbonio), sono considerati in gemmologia come eroi di una epopea davvero unica che possiede il fascino della storia ancestrale. Sono infatti protagonisti di un miracolo geologico, un viaggio attraverso migliaia di anni per risalire dalle viscere della terra dove si costituiscono esclusivamente grazie ad un binomio di eccezione: temperatura e pressioni molto elevate che sussistono solo a circa 100 miglia al di sotto della crosta terrestre.

Nel corso dei secoli, i diamanti sono sempre stati avvolti da un’aura di misticismo e spiritualità. Alcuni storici ritengono che la prima terra ad innamorarsi del “re delle gemme” sia stata l’India che lo commerciava già nel IV secolo AC. Le risorse del continente sull’Altopiano del Deccan regalavano diamanti perfetti per purezza e luminosità, ma in quantità limitate per un mercato altrettanto circoscritto: le classi più agiate. L’Asia meridionale, caratterizzata da una raffinata e sofisticata tradizione gioielliera, ha sempre ritenuto le gemme e gli ornamenti parte integrante dell’abbigliamento quotidiano, attribuendo ad essi anche una valenza cosmica e mistica.

Se in Oriente erano i preferiti di sultani e Maharaja, i meravigliosi Golconda indiani (l’unica fonte di diamanti fino alla scoperta delle miniere in Brasile nel 1725 e in Sudafrica nel 1867) trovarono infine anche la strada verso l’Occidente sulle rotte della seta e del commercio. Appare ovvio che l’élite del vecchio continente non riuscì a restarne indifferente: da Maria de Medici, che nel 1610 attribuì al celebre “Beau Sancy” (34.98 carati) l’emblema supremo della sua sovranità, a Luigi XIV che ricevette il “Grand Blue de France” nel 1669 dal mercante Jean-Baptiste Tavernier, al Principe russo Nicolas Yussupov infatuatosi nel 1872 della “Stella polare” (41,28 carati) di Mellerio.

Dalle corone e tiare imperiali per arrivare alle case d’asta contemporanee, i soprannomi dei diamanti più belli si rincorrono lungo i secoli: dal “Ganna Walska” (un diamante giallo taglio briolette di 96,62 cts), all’Oppenheimer blu ( taglio smeraldo 14,62 cts venduto da Christie’s nel 2016), alla “Regina del Kalahari” estratto nel 2015 in Botswana e acquistato da Chopard. Nessuna pietra preziosa trasmette la solenne aura di energia e potere quanto il diamante. Questo perché il “re delle gemme”, assorbendo la luce e quindi riflettendola con intensità e brillantezza, è capace di attirare la vista e lo sguardo anche da grandi distanze e con la velocità di un lampo. Un’attitudine che le altre pietre in natura, seppur di intensi colori, non possiedono.

Pisa Diamanti – Anello a forma di fiore con diamanti dal taglio ovale, a goccia e rotondo. Anello a solitario con diamante taglio rotondo. Anello a fedina con diamanti taglio rotondo.

La nuova collezione di alta gioielleria di Pisa Diamanti, celebrando tutta la forza vitale di questa gemma, all’interno di uno stile conforme ai canoni della montatura classica, introduce un piccolo e delizioso dettaglio che interpreta attraverso un pavé di diamanti la storia della Boutique Pisa di Via Verri a Milano, legata fin dalla sua fondazione all’universo dell’orologeria.

Una delle quattro punte in oro bianco che abbraccia il solitario è infatti declinata come una lancetta, un vezzo delicato, allegoria del tempo e dei suoi infiniti misteri. Un tempo che sembra non lasciare traccia sullo splendore dei diamanti, divenuti ormai sempre più popolari per la celebrazione di promesse, impegni e ricorrenze speciali grazie alle loro qualità minerali: la durezza senza pari, la nascita geologica che risale a 3,3 miliardi di anni fa e l’insuperabile brillantezza. Qualità che sono magnificate anche grazie al contributo umano che, attraverso la perfezione di un taglio ben eseguito, dona al diamante un requisito fondamentale per esprimere il suo particolare scintillio e fuoco e sprigionare la luce alla quale noi donne non sappiamo resistere.

Pisa Diamanti – Anello con un diamante taglio a goccia e due diamanti tagli baguette. Anello con un diamante taglio marquise.