Camaleontico e misterioso. Per quel nome che evoca luoghi e atmosfere lontane. Van Cleef & Arpels custodisce nello stile Alhambra molto più di un gioiello. Un’eterna fantasia che ogni donna può liberamente interpretare.

E’ il 1968 quando la forma di un quadrifoglio contornato da piccoli grani d’oro o meglio dal profilo perlé, cifra stilistica della casa parigina fin dall’Art Déco, spunta negli atelier di Van Cleef & Arpels. E’ Alhambra: un piccolo pendente polilobato, dalla silhouette semplice, stilizzata, ma ricca di rimandi ed intenzioni. I codici catturati in quei profili geometrici e naturali sono molteplici. Contaminazioni culturali rievocate dagli arabeschi andalusi e dai decori ornamentali moreschi. L’energia positiva dell’oro giallo e un richiamo alla fortuna, protagonista di talismani ed amuleti firmati dalla Maison fin dal 1906.

Roche Sautoir Alhambra Cristal de Roche
Van Cleef & Arpels – Sautoir “Vintage Alhambra”, 2018 in edizione limitata. In oro giallo, cristallo di rocca

Lo stile Alhambra e lo spirito del tempo.

Da quel fiore stilizzato in cinquantuno anni si è sviluppata una florida famiglia di ben sei collezioni interpretata in sautoir, bracciali e orecchini, collane, persino orologi dal 1998 e gemelli da uomo. Un orgoglioso vanto della Maison che racconta un successo ormai mondiale e un chiaro pionerismo nell’essenza stessa del marchio.

Si potrebbe pensare che Alhambra abbia saputo interpretare perfettamente il sentimento di ogni epoca che ha vissuto, ma se indaghiamo tra le sue evoluzioni scopriamo che è riuscito a fare molto di più. Dotato di una personalità camaleontica, è stato il naturale complice di quell’epoca in trasformazione, definendo, con grazia e impareggiabile eleganza, l’ideale di gioiello moderno o quello che chiamiamo il gioiello “Boutique”.

Più accessibile dell’alta gioielleria, spontaneo, libero da compromessi o consuetudini. Una creazione da indossare quotidianamente, da acquistare per se stesse. Insomma un gioiello molto affine alla sfera emotiva della donna contemporanea, ma anche concreto nel rappresentarla come una donna emancipata.

Van Cleef Arpels Alhambra-Françoise Hardy
Françoise Hardy posa nel 1974 indossando un sautoir e due collier Alhambra di
Van Cleef & Arpels.

Il fermento culturale del ’68.

D’altronde la sua prima apparizione sul mercato coincide con un’epoca di contestazioni e di proteste verso una individualità completamente rivoluzionata. Nel ’68 tutto era in fermento: moda, arte, cultura e mentalità. I giovani scoprivano Helter Skelter dei Beatles e la carica ribelle di Symphaty for the Devil dei Rollings Stones. Spuntavano nuove melodie, le danze si facevano più libere e i pensieri lo erano altrettanto. In casa Van Cleef, Pierre Arpels, più innovativo e audace del fratello Jacques, intuì che anche l’universo femminile stava cambiando la propria pelle. La borghesia si impadroniva di una fascia di mercato in forte ascesa e con essa anche la domanda nei confronti della gioielleria avrebbe subito una netta trasformazione.

Van Cleef & Arpels – Sautoir Alhambra datato 1976 in oro giallo e corallo. Sautoir Alhambra datato 1973 in oro giallo e malachite.

Lo stile Alhambra da Place Vendôme conquista l’oriente.

Qualche anno prima, anticipando questo cambiamento nei consumi, la Maison aveva aperto la prima Boutique al 22 di Place Vendôme. Dalle quelle vetrine, la Parigi abituata all’alta gioielleria scopriva un nuovo concept per il gioiello. Prezzi più accessibili, ma qualità e maestria fedeli alla tradizione di Van Cleef & Arpels, conosciuta per essere apprezzata da principesse e maharani. Come non voler indossare queste nuove collezioni, esuberanti per la maestria nella lavorazione dell’oro, versatili e così variopinte grazie alla fantasia colorata delle pietre dure?

Con quella naturale spontaneità che ha saputo contraddistinguerla fino ad oggi, lo stile Alhambra divenne l’oggetto del desiderio in Europa come oltreoceano. Addirittura raggiunse l’estremo oriente dove la Maison fu la prima gioielleria francese ad aprire una boutique in Giappone nel 1974.

Romy Schneider indossa un sautoir Alhambra
Romy Schneider indossa un sautoir Alhambra nel film di Michel Deville, Le Mouton Enragé, del 1974. © Catherine Rotulo

L’eleganza informale del gioiello Boutique.

Gli acquisti, guidati più dal carattere sentimentale che dall’investimento, aprirono la strada ad un fenomeno senza precedenti. Le collezioni Alhambra regalarono alla donna la possibilità di trovare ogni giorno nello stesso gioiello una nuova se stessa.

Negli anni abbiamo assistito alla danza variopinta di una miriade di pietre di colore, apparse come protagoniste nelle declinazioni delle collezioni: più audaci e sensuali come malachite, onice, corallo, turchese, corniola, oppure più timide, come la candida madreperla, fino ad esibizioni di puro virtuosismo materico nelle versioni create con la porcellana di Sèvres. Oggi, come negli anni ’70, Alhambra regala quello spirito eclettico e aggraziato che ogni donna amante della cultura vuole trovare nel proprio gioiello. A voi la scelta!

Sautoir Alhambra Lapis Lazuli
Van Cleef & Arpels – Sautoir “Vintage Alhambra”, 2018, in edizione limitata. In oro giallo, lapislazzuli e diamanti

In apertura: Autoritratto di Sonia Sieff che indossa il suo pendente Vintage Alhambra. © Sonia Sieff pour Van Cleef & Arpels

 

Leggi qui l’intervista a Raphael Mingam per scoprire l’alta orologeria di Van Cleef & Arpels.