Van Cleef & Arpels sceglie Milano per svelare al pubblico il suo personale viaggio nel tempo in oltre cento anni di storia.

Documenti d’archivio, gouache e disegni. Gioielli sensazionali, oltre 400 esemplari, segnatempo e vanity case. Oggetti decorativi e necessaire de bureau. Questi i protagonisti dell’esposizione in cui Van Cleef & Arpels racconta fondamenti e valori che la nutrono dal 1906.

“Non sarò mai abbastanza grata alla maison per permettere un valore così ampio ed educativo della bellezza”. Ha esordito Alba Cappellieri, curatrice della mostra il giorno della conferenza stampa. “Non ho avuto nessuna limitazione nell’interpretare l’immagine di Van Cleef & Arpels. E questa libertà curatoriale da un lato mi ha francamente spaventata perché era un enorme responsabilità, ma dall’altro mi ha dato un entusiasmo ed un’energia che non avevo mai avuto in precedenza”.

Van Cleef & Arpels Milano
Clip Ballerina, 1945 in oro giallo, zaffiri, rubini, diamanti. Collezione Van Cleef & Arpels. Il gioiello rappresenta una ballerina spagnola. La sua immagine iconografica è particolarmente interessante perché risulta diversa dai primi esemplari prodotti dalla maison (nel 1941 a New York e poi nel 1942 a  Parigi) che riprendevano il tema più classico dei balletti.

Il talento e la passione della curatrice e la forza, il mistero, l’eterna bellezza della maison si percepiscono in ogni sala, in ogni scorcio e in ciascuna chiave di lettura in cui si sviluppa questa sensazionale mostra.

Collana Zip
Collana Zip, 1951, Trasformabile in bracciale. In platino, oro giallo, zaffiri, smeraldi, rubini, diamanti. Collezione Van Cleef & Arpels. © Patric Gries

“Van Cleef & Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore” si dipana attraverso prospettive di interpretazione molto particolari, alcune delle quali prese in prestito dalle Lezioni Americane di Italo Calvino.

Redatte per un ciclo di 6 lezioni all’Università di Harvard nel panorama delle raffinate Letture Poetiche, non furono purtroppo mai tenute dall’autore a causa della sua morte nel settembre del 1985. Questi sei racconti erano stati pensati da Calvino per narrare il tempo del Novecento ai posteri. Un periodo storico fluido, frammentato e complesso che l’autore spiegava attraverso sei pilastri: leggerezza, rapidità, visibilità, esattezza, molteplicità e concretezza. Tematiche pensate come valori letterari e narrativi che si sposano perfettamente con l’universo della maison. Cardini che Alba Cappellieri ha integrato per articolare il percorso dell’esposizione scegliendo ulteriori cinque tematiche fondamentali nella storia di Van Cleef & Arpels: Parigi, l’esotismo, l’architettura, la danza e la moda.

Il mio consiglio senza retorica né enfasi: cogliete la grande opportunità di visitare la mostra!

Scoprirete che grazie all’universo dell’alta gioielleria si può comprendere, fare e divulgare cultura. In primis perché “Van Cleef & Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore” è stata concepita senza alcun obbiettivo di autocelebrazione, ma con uno scopo molto più intenso ed appassionato: quello di trasmettere il patrimonio culturale. E lo fa nel modo più profondo e naturale che possa esserci: gratuitamente.

Mi era già capitato di assistere ad una mostra di Van Cleef & Arpels in passato: visitai l’Arche de Noé, all’Hôtel d’ Évreux di Parigi nel 2016. Entrai un sabato mattina e fui colpita dalla quantità di famiglie e di bambini accorsi a osservare dal vivo i deliziosi animaletti del bestiario della Maison. La caratteristica di promuovere la cultura del saper fare e dell’ancestrale mestiere orafo e gioielliero permea anche tutto il dipanarsi della mostra di Milano, catturando l’eterno e l’effimero.

Se avete la fortuna di essere genitori, regalate a vostro figlio la possibilità di aprirsi ad un universo onirico, poetico, ma anche assolutamente concreto e innovativo come quello che si racconta nelle sale di Palazzo Reale.

Spilla Bird of Paradise, 1942 in oro giallo, platino, rubini, zaffiri, diamanti.  Spilla Lion ébouriffé, 1967 in oro giallo, platino, smeraldi e diamanti. Van Cleef & Arpels Collection © Van Cleef & Arpels SA

Siate curiosi lungo le sale della mostra!

Potrà capitarvi di vivere attimi di assoluta meraviglia, quell’émerveillement che in francese spiega così bene lo stupore, la sorpresa che esplode negli occhi di osserva. Soffermatevi accanto alle teche. Prendetevi il tempo per guardare, per accogliere la meraviglia degli oggetti che forse non avrete più la possibilità di avere così vicino, maestosi nelle loro forma, nel loro design, nella loro entusiasmante componente colore.

Collezione Van Cleef & Arpels
Collana d’ispirazione indiana, 1971, trasformabile in due bracciali. Clip-pendente amovibile. In oro giallo, smeraldi incisi del XVIII secolo per un totale di 470 carati, diamanti per un totale di 52 carati. Collezione Van Cleef & Arpels. Il gioiello ha fatto parte della collezione di Sua Maestà Bégum Salimah Aga Khan.

Qui respirerete la storia. Quella di una maison nata per amore, come finiscono solitamente le favole che ci narravano da bambine. Incrocerete la Parigi degli anni ’20; potrete assaporare lo stesso fascino che la capitale francese e l’Europa subirono nei confronti dell’esotico, del lontano, delle culture al confine del conosciuto. Capirete che di pari passo alle scoperte avvenute agli inizi del XX secolo, la gioielleria si aprì all’ispirazione proveniente da mondi fino ad allora inconsueti e riconoscerete tra le forme geometriche dell’Art Déco quegli esotismi e quelle influenze orientali, indiane e africane (la scoperta della tomba di Tutankhamon nel 1922 è uno degli esempi).

Bracciale orologio Ludo à volets
Bracciale orologio Ludo à volets, 1949 in oro giallo, Serti Mystérieux zaffiri, diamanti. Collezione Van Cleef & Arpels © Van Cleef & Arpels SA

Indugiate nella sala dedicata al Serti Mystérieux!

Osservate i carnet dei gioiellieri, restaurati nel 2017, che permettono di ricostruire la fabbricazione delle creazioni dagli anni ‘30 fino ai ’70. Lì comprenderete più da vicino quel talentuoso brevetto di incastonatura che tanti, nel corso dei decenni, hanno cercato di copiare, senza mai raggiungere le vette del risultato ottenuto dalle Mains d’Or, gli artigiani degli atelier di Van Cleef & Arpels.

Van Cleef & Arpels
Clip Pivoine, 1937 in platino, oro giallo, Serti Mystérieux rubini, rubini, diamanti. Collezione Van Cleef & Arpels. Il gioiello è divenuto uno degli emblemi della maison, altamente evocativo dell’ispirazione floreale proveniente dalla natura e rappresentativo per la tecnica di incastonatura brevettata da Van Cleef & Arpels nel 1933. La spilla è appartenuta a Sua Altezza Serenissima la principessa Faiza d’Egitto, tornando poi di proprietà della Maison nel 1985. © Patrick Gries.

Infine, lasciatevi sedurre dalla grazia leggiadra del salone dedicato alla botanica, alla flora e alla fauna. Spunterà, tra le altre, qualche spilla “nontiscordardime”, fiorellini così impalpabili e fragili in natura, ma così forti se tradotti in gioielli da trascendere lo scorrere impetuoso del tempo. Guardandoli ora a Milano sembrano appena sbocciati. E’ tutta lì la bellezza del mestiere d’arte!

Van Cleef & Arpels SA
Spilla Nontiscordardime, 1945 in oro giallo, zaffiri e diamanti © Van Cleef & Arpels SA

In apertura: Portacipria L’Arc de Triomphe, 1945, in oro giallo, rubini, smeraldi, diamanti. Collezione Van Cleef & Arpels.

La mostra Van Cleef & Arpels: il Tempo, la Natura, l’Amore in collaborazione con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte  sarà aperta al pubblico gratuitamente a Palazzo Reale di Milano fino al 23 febbraio 2020.