È necessario volare fino a Maastricht, la storica città olandese al confine tra Belgio e Germania, per potere vedere dal vivo le emozionanti sculture gioiello di Wallace Chan.

Ma per ammirarle val la pena mettersi in viaggio!
Fino al 19 marzo il TEFAF (The European Fine Art Foundation), una delle più prestigiose fiere di arte e di antiquariato al mondo, ospita, unico esponente asiatico di alta gioielleria, il celebre Wallace Chan.

Eclettico, geniale, inafferrabile, il gioielliere scultore di Hong Kong fonda il suo primo atelier nel 1974, e nel 1987 inizia a stupire collezionisti ed appassionati per la sua particolare tecnica di lavorazione delle gemme, meglio conosciuta come Wallace Cut (l’intaglio letto come cammeo).

Primo artista cinese invitato ad esporre le sue creazioni presso le più importanti mostre internazionali –  la sede del GIA (2011, Carlsbad), Biennale des Antiquaires (2012 & 2014, Parigi), TEFAF (Maastricht & New York , 2016) e Masterpiece London (2016, Londra) –  Wallace Chan torna quest’anno al TEFAF con 40  creazioni. Una più poetica, intensa e affascinante dell’altra.

Wallace Chan – Lyrical Moment – Bracciale “manchette” – Zaffiri Fancy e blu, granati tsavorite, diamanti bianchi e gialli, rubini, ametiste e titanio
Wallace Chan  – Ruby Castle  – Anello- Rubino birmano taglio esagonale di  17.58ct, zaffiri rosa calibrati, titanio

I suoi gioielli, se da un lato fanno brillare gli occhi ai grandi intenditori per una maestria senza pari nell’arte e nella tecnica dell’intaglio, dall’altra seducono per una forte carica evocativa, densa di cultura e miti della più antica storia dell’Estremo Oriente.  La monumentale spilla Apsara illustra splendidamente questo connubio.

La creazione di Wallace Chan è una interpretazione contemporanea delle qualità eteree ed artistiche di leggendarie divinità, il cui mito, originato nella cultura indù, vive nella storia cinese da oltre 2000 anni e continua ad essere celebrato in molte culture asiatiche.

Le rappresentazioni più conosciute di Apsara sono probabilmente quelle che troviamo a Dunhuang, un’oasi sulla via della seta. La bellezza e la natura, la musica, la fertilità e l’amore, tutte insieme convergono in Apsara, conosciute come le danzatrici celesti associate alle nubi, alle acque e ai talenti artistici. Nella mitologia indù queste divinità volteggiano per gli Dei al ritmo della musica composta dai loro compagni, i Gandharvas, ma possono assumere anche le sembianze della tentazione amorosa.

Wallache Chan-bozzetto-Brooch_Apsara_whitebg_H

Wallace Chan - Apsara (Vergine celeste) – Spilla – 10 x 8 x 4 centimetri - Titanio, cristallo di rocca, diamanti bianchi, rosa, gialli diamante taglio cuscino, 4,04 ct, giallo intenso, diamante rosa, smeraldi

Cosa esprime la magnifica creatura nata dalle talentuose mani di Wallace Chan e da lui destinata ad avere la parvenza di un gioiello?

C’è tutta la libertà musicale della danza, un linguaggio che non ha bisogno di parole, forse l’estasi della forza della vita. Il corpo di Apsara tatuato con motivi di onde, evoca la Grande Madre, la fertilità, il flusso vitale, ma anche la purezza.  Il gioiello ricorda anche il cammino spirituale rappresentato dal movimento del nastro di seta che la divinità  libera nell’ aria. Quasi una moto celeste nello spazio infinito. Nelle sue mani Apsara porge un diamante giallo circondato di quattro smeraldi, come un dono della natura all’umanità. Un diamante rosa abbellisce il suo caratteristico chignon, la veste sembra spruzzata dai tanti diamanti multicolore. Questa opera d’arte in miniatura ha richiesto tre anni per venire alla luce.

Wallache Chan-orecchini-Earrings_Birth and Blossom_F

Wallace Chan - Birth and Blossom Orecchini - 2 Smeraldi a goccia per 30.88ct, perle, smeraldi, perla, diamanti gialli e bianchi , diamante, zaffiri rosa, perle “conch” rosa.

Con gli orecchini Birth and Blossom l’artista porta in superficie la luce miracolosa del mondo sottomarino. Wallace Chan ha scavato due perle incastonandole con diamanti e zaffiri. Il risultato armonizza eleganza classica e spirito contemporaneo. Un rampicante di titanio si estende poi verso il basso disegnando la crescita di un fiore i cui petali sono perle rosa. Due gocce di smeraldo sembrano fluire dalla loro corolla. Terra e mare sono diventati un’ unica entità.
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Wallace Chan - Gancio di cintura in antica giada bianca - smeraldi, rubini, zaffiro, zaffiri rosa e blu, diamanti di colore, titanio

Una menzione particolare merita “A tale of two Dragons” forse, tra i gioielli presenti a Maastricht, quello che più rappresenta la maestria tecnica di Wallace Chan.

Subito si comprende, osservandolo, il desiderio di perpetuare i valori della storia, quasi risvegliandola dal glorioso passato, infondendole un nuovo soffio di vita.
La giada bianca montata nelle due spille speculari risale infatti alla dinastia Qing (regno dell’Imperatore Qianlong, 1736-1795). Fu un gancio di cintura, oggetto che dall’uso pratico diventò opera d’arte,  spesso tramandato di padre in figlio. Con virtuosa maestria, Wallace Chan ha segato longitudinalmente in due questa fibbia – performance di non poco conto se si considera la tenacia e la durezza della giada – per poi ricostruire, sdoppiandolo, il mitico Drago. Simbolo dell’Imperatore, l’animale incarna le virtù di coraggio e giustizia. Storia e modernità si intrecciano e nascono inedite esperienze estetiche  che siamo sempre felici di applaudire e raccontare!

Clicca Qui per leggere il mio precedente articolo su  “Dream Light Water”, il volume edito da Rizzoli dedicato alle magiche creazioni dell’alta gioielleria di Wallace Chan.