La Scagliola è una tecnica antica che imita l’aspetto di marmi e pietre dure, in voga soprattutto a partire dalla fine del Cinquecento.

Quasi dimenticata a metà del XIX secolo, viene “riscoperta” e riportata a Firenze, sua patria storica, negli ultimi anni ‘40 del Novecento, grazie alla testardaggine e passione di Bianco Bianchi, un impiegato del Ministero della Difesa.

Il laboratorio, il luogo dove prendono vita le opere in scagliola di Bianco Bianchi. © Laila Pozzo, Doppia Firma 2016
Il laboratorio, il luogo dove prendono vita le opere in scagliola di Bianco Bianchi. © Laila Pozzo, Doppia Firma 2016

Questi si innamora di alcune tavole decorate a scagliola esposte all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e inizia, per lo più sul tavolo di casa, a sperimentare mescole e colle per ricavare il giusto impasto e riprodurre quella meraviglia.

Ci metterà dieci anni, ma riuscirà infine a raggiungere livelli di eccellenza tali che alla fine degli anni ‘60 potrà abbandonare l’impiego statale per dedicarsi completamente alla professione di scagliolista.

Alessandro Bianchi traccia manualmente, con pazienza, la superficie in marmo da decorare a scagliola aiutandosi solo con mazzuolo e scalpello. Il disegno viene inciso in profondità prima di essere riempito con la miscela di polvere di selenite, pigmenti colorati e colle naturali. © Bianco Bianchi
Alessandro Bianchi traccia manualmente, con pazienza, la superficie in marmo da decorare a scagliola aiutandosi solo con mazzuolo e scalpello. Il disegno viene inciso in profondità prima di essere riempito con la miscela di polvere di selenite, pigmenti colorati e colle naturali. © Bianco Bianchi

Oggi l’atelier Bianco Bianchi è nelle mani dei figli Alessandro e Elisabetta.

Entrambi diplomati al Liceo Artistico di Firenze, apprendono il mestiere negli anni ‘80, direttamente a bottega, dal padre Bianco. Il fratello ora si occupa della realizzazione artigianale dei manufatti, mentre la sorella della parte commerciale.

Nella gallery:
  • Alessandro Bianchi al lavoro su una superficie da scavare. Questa operazione, come tutte le successive, che conducono al lavoro ultimato, viene realizzata interamente all’interno del laboratorio. © Dario Garofalo, Italia su Misura
  • Nelle successive incisioni, realizzate con il bulino, si inseriscono le sfumature di colore che poi vengono levigate finemente con l’ausilio di pietra pomice e spugne naturali © Dario Garofalo, Italia su Misura
  • Elisabetta Bianchi compie le prove colore sul cartone per decidere le giuste tonalità per un perfetto effetto finale. © Bianco Bianchi

Le superfici decorate con la scagliola, solitamente in marmo, vengono abbellite con intarsi colorati.

A differenza del commesso fiorentino, in cui gli intarsi sono ottenuti dall’incastro di pietre dure, nella scagliola la materia prima con cui creare il disegno è una miscela di pigmenti di colore, colle naturali e polvere di selenite, che va a riempire le scanalature a scalpello e le incisioni che tracciano le linee della composizione. Il risultato è straordinario: pezzi unici che vanno ad abbellire le case più esclusive del mondo, come la Villa di Gianni Versace, per cui i Bianchi realizzarono un tavolo con la testa di Medusa, che si dice abbia ispirato il proprietario nella scelta del logo della maison.

Nella gallery:
  • Piano per consolle intarsiato in scagliola  “Medusa” realizzato per Gianni Versace negli anni Ottanta. Al centro del decoro si può notare la testa della gorgone Medusa; si dice che questo tavolo abbia ispirato il suo proprietario nella scelta del logo della Maison Versace. © Bianco Bianchi
  • Un pregiato camino di marmo e scagliola realizzato dalla famiglia Bianchi finemente lavorato con la tecnica seicentesca del graffito in bianco e nero. © Bianco Bianchi
  • Piano di tavolo o formella pavimentale intarsiato in scagliola su legno.  Essenza di quercia antica con scagliola marmorizzata intarsiata. © Bianco Bianchi

Dall’atelier Bianco Bianchi, che esegue per lo più lavori su commissione, escono circa 40 opere ogni anno, curate nei più piccoli particolari, e destinate per gran parte a clienti stranieri.

Nella gallery:
  • Pendenti serie “Fragmenta” intarsio di scagliola su ardesia. Ispirati  a motivi decorativi di opere antiche del XVIII secolo della collezione Bianco Bianchi. © GianlucaZati.com

Tavoli, pannelli, pavimenti, una volta anche un soffitto, i piani in scagliola presentano non solo finiture di finto marmo, ma disegni intricati di fiori e foglie, combinazioni geometriche e Déco, temi mitologici e raffigurazioni in stile settecentesco, nature morte e marine con conchiglie e coralli, ma anche design più contemporanei.

Il loro è un lavoro manuale in tutte le fasi: anche se a volte il computer e plotter sono utili per realizzare alcuni ingrandimenti, anche il disegno finale si realizza a mano libera, soprattutto per assecondare eventuali modifiche richieste dal cliente. “A volte abbiamo delle richieste un po’ strane, ma i limiti tecnici sono per noi una vera e propria sfida”, assicura Alessandro Bianchi.

Nella gallery:
  • Piano di tavolo intarsiato in scagliola su ardesia “Disegno Flowers”. Il motivo decorativo è liberamente ispirato al famoso foulard “Flora” della maison Gucci. © Bianco Bianchi
  • Piano di tavolo con tralci d’uva, alberi da frutto, fiori e uccelli intarsiato in scagliola su marmo nero. © Bianco Bianchi

La disponibilità a raccogliere sfide realizzative e l’apertura al nuovo è testimoniata anche dalla partecipazione al progetto Doppia Firma 2016 (promosso dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte con Living e Yoox), che ha fatto incontrare la maestria dei Bianchi con l’inventiva dei designer dello Studio Blanco, dando vita alla collezione di vassoi Pinfold, presentata con successo alla Biblioteca Ambrosiana di Milano al Fuori Salone del Mobile dello stesso anno.

  • Un’altra “Doppia Firma”, promossa da Fondazione Cologni e Living in occasione del Salone del Mobile di Milano 2016, ha visto protagonista Giordano Viganò, raffinato maestro ebanista.
    Clicca qui per leggere l’articolo a lui dedicato.
Nella gallery:
  • I vassoi della collezione Pinfold, in scagliola e ottone, realizzati da Alessandro ed Elisabetta Bianchi su disegno di Studio Blanco, sono sovrapponibili. L’atelier Bianco Bianchi li realizza in formati diversi e su richiesta anche personalizzabili.  © Laila Pozzo, Doppia Firma 2016

L’atelier Bianchi è anche proprietario di una ricchissima collezione storica di scagliole, che espone, appena se ne offre l’occasione, in giro per il mondo: grande è il desiderio di far conoscere questa tecnica al grande pubblico, anche tramite seminari, corsi e dimostrazioni di lavorazione dal vivo.

La grande abilità di Bianco Bianchi e dei suoi eredi e l’eccezionalità delle loro opere hanno ricevuto importanti riconoscimenti: nel 2011 sono stati decretati “Talent du Luxe” dal Centre du Luxe et de la Création di Parigi, con il Premio Armonia; nel 2016 hanno ricevuto il riconoscimento MAM, Maestro d’Arte e Mestiere, promosso dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

Nella gallery:
  • Particolare del bellissimo piano di tavolo “Arazzo” con una moltitudine di fiori e foglie di diverse specie finemente decorato e conservato in una abitazione privata in Libano. © Bianco Bianchi
  • Piano di tavolo tondo con disegno “Rose”. Il prezioso decoro di rose bianche è finemente intarsiato su un fondo color rosso in scagliola marmorizzata. Il colore del fondo può essere personalizzato per meglio essere inserito in ambienti diversi. Opera realizzata per una casa privata a Milano. © Bianco Bianchi
  • Tavolino in scagliola marmorizzata e venata con mappa di “Firenze antica”.  Esposto presso il rinomato hotel “Four Seasons”.