Un viaggio attraverso il restauro cartaceo, l’antica arte del recupero in opere di carta e cartapesta a cura di Lidiana Miotto.

Lidiana Miotto impara prestissimo ad amare la carta, tanto da portarla a diventare con il tempo MAM – Maestro d’Arte e Mestieri.

Alla sua infanzia lega meravigliosi ricordi di quando ritagliava fogli con la mamma, per creare uccelli, fiori, pizzi, figure legate per mano in un grande girotondo. Da grande, il tempo passato a lavorare in una libreria antiquaria rinnova l’incanto per quel materiale: il suo odore inconfondibile, i suoi mille tipi diversi, uno per ogni epoca, per ogni uso, per ogni cartiera…

Ma nello stesso tempo quel periodo rafforza la consapevolezza di quanto sia fragile questa bellezza, bisognosa, per durare, di accurati interventi di conservazione, e di restauro. La sua scelta naturale è quindi quella di intraprendere studi che le permettano di preservare quel materiale a lei caro, e tutte le straordinarie opere realizzate in carta e su carta.

“Prima e dopo” del restauro dell’opera di Jacopo Sansovino (1486-1570) “Madonna col Bambino Gesù”: rilievo in cartapesta macerata su tela, su supporto ligneo, conservato presso il Museo Nazionale di Budapest. Gli interventi di ricostruzione sono eseguiti in fibra di cellulosa Paper Factor. © courtesy Centro Restauro Materiale Cartaceo

Dopo l’Università Internazionale dell’Arte a Venezia passa qualche anno al laboratorio di restauro del libro all’Abbazia di Santa Giustina a Padova, poi al Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro degli Archivi di Stato e all’Istituto centrale per la patologia del libro a Roma, (ora fusi nell’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario), specializzandosi in conservazione e restauro del libro e nelle tecniche di restauro del materiale cartaceo e delle antiche legature.

Durante una vacanza Lidiana Miotto passa qualche giorno a Lecce, città che conta decine di botteghe di artisti cartapestai e, di conseguenza, una moltitudine di opere in cartapesta in stato di degrado. È deciso: è questo il luogo dove poter mettere a frutto nel migliore dei modi gli anni di studi ed esperienze. Lidiana Miotto fonda quindi, nel 1983, il Centro Restauro Materiale Cartaceo, con sede in un palazzo cinquecentesco nel cuore della città.

Ritratto di Lidiana Miotto: è esperta internazionale nel restauro di carta e cartapesta, e da anni collabora con Università, Musei e collezioni private per fornire la propria consulenza e il proprio intervento. Nel 2018 ha ricevuto il riconoscimento MAM, Maestro d’Arte e Mestiere. © courtesy Lidiana Miotto
Lidiana Miotto è esperta internazionale nel restauro di carta e cartapesta, e da anni collabora con Università, Musei e collezioni private per fornire la propria consulenza e il proprio intervento. Nel 2018 ha ricevuto il riconoscimento MAM, Maestro d’Arte e Mestiere. © courtesy Lidiana Miotto

Dal 1983 il Centro Restauro Materiale Cartaceo di Lidiana Miotto recupera moltissime opere in carta e cartapesta, collaborando con Musei, Università, studiosi e collezionisti.

Ritratto di Lidiana Miotto al lavoro su un opera in cartapesta © Susanna Pozzoli, Fondazione Cologni, unascuolaunlavoro.it
Nel territorio leccese la diffusione dell’arte della cartapesta ha fatto sì che la statuaria da processione in legno venisse molte volte sostituita con sculture realizzate appunto in cartapesta. Altre volte il Centro Restauro Cartaceo restaura statue ricoperte in cartapesta a fini decorativi. © Susanna Pozzoli, Fondazione Cologni, unascuolaunlavoro.it

Ogni restauro di carta e cartapesta è un caso a sé, un enigma da risolvere i cui indizi si scovano attraverso le analisi approfondite sull’opera, valutata e studiata attentamente. La sfida: contrastare il degrado del materiale con interventi poco invasivi, nel rispetto della storicità, e assicurando la reversibilità di quanto fatto.

La cartapesta è un materiale sorprendentemente resistente, ottenuto tramite frammenti di carta macerati in acqua corrente e pestati finemente fino ad ottenere una pasta morbida e liscia, o con la tecnica della sovrapposizione di più fogli di carta e colla. In passato veniva utilizzata a questo scopo una carta pregiata e resistente, ottenuta da fibre di lino e collanti naturali, che ha assicurato lunga vita a opere molto antiche.

Nondimeno, sono tanti i fattori che minacciano l’integrità della cartapesta e della carta: componenti e additivi utilizzati durante la fabbricazione, agenti climatici come temperatura e umidità, parassiti e microorganismi, per non parlare dell’inquinamento atmosferico.

“Prima e dopo” del restauro dell’opera del 1736 “San Michele Arcangelo abbatte il demonio” di Mauro Manieri (1687-1744), terracotta e cartapesta argentata su ovale ligneo. Opera conservata nella chiesa di Santa Maria del  Carmine a Lecce. © courtesy Centro Restauro Materiale Cartaceo

Carta e cartapesta, le differenti tipologie di restauro cartaceo

Quando la Dottoressa Miotto prende in carico un’opera in carta, rileva subito il ph del supporto. La carta con un ph acido si danneggia facilmente, quindi viene spolverata con pennelli delicatissimi per rimuovere la polvere depositatasi nel tempo, poi si passa al lavaggio deacidificante. La carta viene stesa su appositi telai di supporto, su un “tessuto non tessuto” che serve ad evitare che durate l’immersione in acqua il foglio si possa spostare e danneggiare. Dopo l’asciugatura si  ricreano le parti mancanti o si  rinforzano le parti indebolite dall’usura. Il Centro utilizza solo colle cellulosiche, reversibili, e carte  giapponesi create ad hoc per il restauro, della stessa tonalità del foglio danneggiato, realizzate a mano e a ph neutro.

Il composto "carta cruda" di Paper Factor, pronto per essere modellato e utilizzato. © courtesy Paper Factor - credit Maremosso - Giulia Piermartiri
Il composto "carta cruda" di Paper Factor, pronto per essere modellato e utilizzato. © courtesy Paper Factor - credit Maremosso - Giulia Piermartiri

Per la cartapesta la tecnica di restauro è differente: dall’opera vengono rimossi gli strati dei precedenti restauri, vengono consolidate le parti originali con delle iniezioni apposite e si ricreano le parti mancanti con l’impasto di fibre “Paper Factor”, una vera e propria invenzione per cui Lidiana Miotto ha meritato diversi Premi.

Recentemente è stata nominata MAM, Maestro d’Arte e Mestiere dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte nell’edizione 2018 di questo importante riconoscimento; già nel 2008 riceve il Paper Award promosso da Symbola e Comieco, poi il Premio internazionale per lo sviluppo dei Beni Culturali per il restauro della “Madonna con Bambino” di Jacopo Sansovino (1486/1570) del Museo di Budapest nel 2013, il Premio “Minerva” alle Arti nel 2016, “per aver saputo apportare alla cartapesta nuova materialità e aver ottenuto il brevetto per invenzione industriale”.

Pareti e soffitto in carta decorata a tempera nel salone ottocentesco del Palazzo Guerrieri a Trepuzzi (LE) prima e dopo l’intervento del Centro Restauro Materiale Cartaceo, guidato dalla Maestra Lidiana Miotto. © courtesy Centro Restauro Materiale Cartaceo

Il Brevetto di Paper Factor: una svolta alla prassi di restauro della cartapesta

Composto a base di fibre di cellulosa a ph neutro, di grande leggerezza, resistenza meccanica, durezza e durevolezza, questo nuovo materiale permette la ricostruzione di parti mancanti e il consolidamento di quelle che erano ritenute in passato irrecuperabili.

Scoperta la versatilità di Paper Factor, il figlio architetto e designer, Riccardo Cavaciocchi, ne fa largo uso nell’ambito dell’architettura e del design di interni, con un marchio tutto suo, portando avanti una tradizione di famiglia che ha fatto dell’amore per la carta e cartapesta una vocazione e un mestiere, svolto sempre con grande passione.

L’architetto Riccardo Cavaciocchi, figlio di Lidiana Miotto, ha reinterpretato il composto Paper Factor, usato dalla madre nel campo del restauro, per creare elementi architettonici e di arredo di assoluta innovazione. I pannelli “Veins”, realizzati in questo materiale, giocano con la luce creando effetti che richiamano la matericità del marmo, della pietra, del legno, della pietra calcarea tipica del territorio leccese. © courtesy Paper Factor - credit Maremosso - Giulia Piermartiri
L’architetto Riccardo Cavaciocchi, figlio di Lidiana Miotto, ha reinterpretato il composto Paper Factor, usato dalla madre nel campo del restauro, per creare elementi architettonici e di arredo di assoluta innovazione. I pannelli “Veins”, realizzati in questo materiale, giocano con la luce creando effetti che richiamano la matericità del marmo, della pietra, del legno, della pietra calcarea tipica del territorio leccese. © courtesy Paper Factor - credit Maremosso - Giulia Piermartiri
In apertura: Lidiana Miotto durante un restauro sulle pareti di un palazzo ricoperte di decori in cartapesta, a Lecce. Dal 2009 il Castello Carlo V della città ospita il Museo della Cartapesta, con una importante collezione di opere dal Settecento a oggi. © Susanna Pozzoli, Fondazione Cologni, unascuolaunlavoro.it