Ogni anno, dal 2016, il mondo del design e dell’alto saper fare attendono di scoprire a Milano, durante il Salone del Mobile, la nuova edizione di Doppia Firma. Dialoghi tra pensiero progettuale e alto artigianato, il fortunato format ideato da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Living Corriere della Sera – con il patrocinio di Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship e il sostegno di Starhotels L’Italia nel Cuore – che mette in dialogo pensiero progettuale e artigianato di eccellenza.

“Case Aperte”, Ugo La Pietra / La Fucina di Efesto. Case in rame lucido a specchio e brunite nere. Il soggetto si rifà al tema del rapporto tra spazio privato e spazio pubblico. La rottura della barriera tra questi due spazi abitativi rappresenta un argomento che La Pietra ha molto trattato attraverso saggi, pubblicazioni, opere, installazioni. © Laila Pozzo per Doppia Firma 2026
Questa edizione si ispira al tema fascinoso del Grand Tour in Italia – divenuto popolare nel Settecento – meta prediletta dello storico viaggio di istruzione e formazione dei giovani europei. Il progetto propone un nuovo esercizio creativo basato sul connubio tra designer internazionali e alcuni artefici italiani d’eccezione, legati ai luoghi visitati dai “touristes”, con i loro materiali di elezione e precisamente: Venezia, con il vetro muranese e gli specchi veneziani; Firenze, con i preziosi objet d’art in argento, pietre e smalti e con gli intagli in legno; Roma, con le fonderie dei bronzisti e la carta a mano per le rilegature d’arte; Napoli, con la porcellana di Capodimonte; Palermo, con la ceramica; Milano, con i metalli e la carta; Torino, con l’ebanisteria.

Christian Pellizzari, artista e designer trevigiano, con Ludovico Fuga di Ongaro & Fuga, realtà specializzata nella creazione di specchi veneziani fatti a mano che portano avanti le orgogliose tradizioni dell’artigianato locale.
© Laila Pozzo per Doppia Firma 2026
Ancora pochi giorni, fino al 26 aprile, presso la Casa degli Artisti, nel cuore del Brera Design District! «L’edizione 2026 è articolata nella valorizzazione dei mestieri d’arte di alcune delle città più belle del nostro Paese. Dal dialogo tra designer internazionali e artigiani, botteghe, piccole imprese creative nascono oggetti che gli aristocratici viaggiatori di un tempo avrebbero portato con sé, e che gli appassionati cultori del progetto di oggi riconosceranno come simboli di un modo nuovo di leggere il territorio e i suoi distretti: il territorio inteso come fonte di valore», scrive Franco Cologni. «Il design, l’alto artigianato, la bellezza non si nutrono solo di tecniche e di materiali, ma anche di sogni, desideri, ricordi. Dolci e sempre nuovi, come lo stile italiano».

“Chimera”, Constance Guisset / Castorina 1895. Tre sedute, in legno di tiglio, sagomate e intagliate a mano dal maestro Marco Castorina, realizzate mescolando diverse texture dell’ebanisteria. L’opera nasce dalla fascinazione della designer per drappeggi, piume, squame, pelli di animali, ed evoca il movimento sinuoso di una creatura fantastica. © Laila Pozzo per Doppia Firma 2026
«Fare a mano non è, di per sé, garanzia di qualità: alla destrezza manuale occorre infatti aggiungere il gusto estetico, l’intuizione del cambiamento, la capacità di interpretare il progetto, l’autenticità della filiazione territoriale, la dichiarazione di un’identità che diventi vantaggio competitivo», aggiunge Alberto Cavalli, delineando così l’identikit del vero Maestro d’arte, che è al centro non solo dell’universo produttivo, ma anche di quello culturale.

“Awakening” è la poetica creatura ideata dall’artista e designer Marcantonio con il maestro del bronzo Alessandro Valentini, il cui laboratorio a Roma è specializzato nel restauro e nella riproduzione di oggetti in bronzo e ottone. © Laila Pozzo per Doppia Firma 2026
Dodici le coppie creative quest’anno, i cui pezzi sono raccontati attraverso un nuovo registro narrativo: un allestimento molto contemporaneo e minimalista di Studio Salaris, tutto giocato sulla carta, le luci, gli specchi, nella tonalità generale del bianco.

“La table conquise”, Paola Navone / Pestelli creazioni. Modellatura con cera da fonderia, fusione in argento a cera persa. Il progetto nasce come un fermo immagine, una scena che ricorda uno still life cinematografico: uno sciame d’api attratto dalla dolcezza di un attimo già fuggito. Tommaso Pestelli ha aggiunto il suo tocco da maestro sulle porcellane che Paola Navone ha disegnato per Reichenbach. © Laila Pozzo per Doppia Firma 2026
Andrea Anastasio, Arthur Arbesser, Sam Baron, Constance Guisset, Ugo La Pietra, Marcantonio, Paola Navone, Elisa Ossino, Christian Pellizzari, Sara Ricciardi, Roberto Sironi, Clara Von Zweigbergk sono gli eclettici designer che hanno accettato la sfida creativa di Doppia Firma. Polo delle Arti Caselli Palizzi e Real Fabbrica di Capodimonte, Andrea Bouquet, Nicolò Giuliano, Marco Castorina, La Fucina di Efesto, Alessandro Valentini, Tommaso Pestelli, Ongaro & Fuga, Fabscarte, Simone Cenedese, Librarti sono le talentuose “mani d’oro” che hanno messo in campo le proprie abilità artigiane.

Clara von Zweigbergk, designer basata a Stoccolma, con Michele Pernarci che, assieme alla moglie Serena Dominijanni, è titolare del laboratorio artigianale romano di rilegatura Librarti. © Laila Pozzo per Doppia Firma 2026
«La sfida è proprio questa, riattivare la tradizione per creare qualcosa di inedito e di imprevisto», sottolinea Francesca Taroni. «Nei dodici capolavori in mostra, abilità, pensieri, intuizioni si intrecciano in un cortocircuito creativo che sfida le convenzioni per proiettare la bellezza nel futuro. Un futuro che non potrà mai fare a meno del genio umano».

“Innesti #3”, Andrea Anastasio / Polo delle Arti Caselli Palizzi e Real Fabbrica di Capodimonte. Composizione di vasi, porcellana tenera biscuit con vasetto centrale invetriato lucido. L’opera si presenta come un bocciolo, senza essere una metafora illustrativa, bensì una struttura, che si rifà agi archivi storici della manifattura. © Laila Pozzo per Doppia Firma 2026
Per il ciclo “Arts & Crafts & Design” negli stessi giorni di Doppia Firma, Casa degli Artisti, centro di residenza a vocazione interdisciplinare e internazionale, ospita anche le installazioni di Michelangelo Foundation, Serapian e Creative Academy, ognuna pronta a stupirvi con temi e allestimenti molto diversi, ma accomunati dal filone portante del saper fare e saper progettare in connubi creativi inediti.
Un appuntamento ormai molto atteso al Salone del Mobile di Milano, alla ricerca di una bellezza progettuale consapevole!
www.doppiafirma.com











