Con grande talento e spirito di ricerca, Giulio Candussio ha fatto del mosaico contemporaneo un’arte, riqualificando i saperi tradizionali e mettendo in dialogo colori, forme e ambienti.

Studio dell'artista Giulio Candussio a Spilimbergo. Visita con Aldo Goz
Ritratto del Maestro mosaicista Giulio Candussio all’interno del suo laboratorio. La sua intera produzione musiva, che trova in Friuli una culla feconda, ha attraversato l’architettura, gli spazi urbani, fino alla grafica informatizzata e alle sculture lignee. Courtesy Giulio Candussio

Autore di storie narrate da migliaia di tessere multicolori in chiave contemporanea, Giulio Candussio è uno dei più grandi Maestri del mosaico italiano ai giorni nostri. Friulano, classe 1945, vive e lavora a Spilimbergo, città “mosaico a cielo aperto” tra le più importanti d’Italia in ambito di tradizione musiva. Cresciuto ad Aquileia, una delle prime dieci metropoli dell’Impero Romano, ancor oggi importante sito di produzione del mosaico, il maestro Candussio viene a contatto fin dalla tenera età con la bellezza dei mosaici pavimentali dei luoghi sacri e privati rinvenuti nelle campagne di scavo degli ultimi due secoli. Ed è qui che si convince delle possibilità di tale disciplina di essere molto più di una pittura eterna fatta di pietre: un’arte figurativa con una propria dignità e tradizione, collocabile nella dimensione delle superfici parietali, pavimentali e nei volumi architettonici.

Nel cuore del vulcano cm70x70 smalti sperimentali,2015
L’opera musiva “Nel cuore del vulcano” (2015), realizzata con smalti sperimentali. La contaminazione fra materia e tecnica si riverbera in ogni scelta artistica di Giulio Candussio, che ridefinisce una sorta di nuova frontiera del mosaico contemporaneo. Courtesy Giulio Candussio
Il cerchio di fuoco 2011
L’opera “Il Cerchio di Fuoco” (2011) è un’ analisi poetica delle strutture linguistiche della percezione; qui, il carosello di colori accentua ed esalta la perfetta sintesi tra geometria e informalità. Courtesy Giulio Candussio

L’arte del mosaico: sapiente connubio tra gesto e pensiero.

 

Giovanissimo frequenta la celebre Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, istituto che dal 1922 si propone di valorizzare l’arte del mosaico attraverso lo studio, la sperimentazione, l’utilizzo di nuove tecnologie e l’incontro con artisti contemporanei di grande spessore. Qui Candussio si è formato e, più tardi, è tornato da affermato maestro come docente nel 1994, e dal 2004 come responsabile artistico, imprimendo alla Scuola una grande spinta al rinnovamento e alla ricerca.

Fin dai primi anni di studio Giulio Candussio matura una propria, autonoma concezione caratterizzata dalla costante sperimentazione di materiali e tecniche, per approdare nel tempo a una naturalezza della stesura musiva che traspare dal personale, sapiente uso di tessere e martellina. Dietro ogni sua opera – molti dei suoi lavori sono strutture tridimensionali di grande misura – c’è sempre una storia, la storia di un gesto che si fa “gesto-pensiero”, per utilizzare le parole del Maestro: un gesto che implica e risolve una lunga riflessione, intessuta di riferimenti, esperienze, ricerche.

Studio dell'artista Giulio Candussio a Spilimbergo. Visita con Aldo Goz
Giulio Candussio fa partire ogni suo progetto da un disegno preparatorio, seppur dai confini non sempre definiti, per poi passare all’applicazione delle tessere. Il disegno, per il Maestro mosaicista, resta ancora uno dei modi con cui il sistema della comunicazione artistica riflette e trasmette il valore di una esperienza storica ed esistenziale. Courtesy Giulio Candussio

Tutta la produzione a firma Candussio, dalle opere giovanili fino alle più recenti, è studiata e realizzata seguendo i dettami della triade luce, segno e materia. Questo approccio del Maestro mosaicista è visibile fin dagli anni di formazione alla Scuola Mosaicisti del Friuli: per il saggio finale del corso nel 1962, l’allora studente Giulio presenta un mosaico che da vicino appariva tutto nero, a eccezione di un punto bianco al centro; allontanandosi di pochi passi, però, le tessere rivelavano una casa con una finestra illuminata nel buio. Gli effetti ottenuti dalla modulazione della luce anche in relazione all’abbinamento di materiali diversi sono da sempre una vera e propria firma dell’artista-artigiano.

RIFLESSI IN UN'OCCHIO D'ORO -mosaico d'oro2017
Il mosaico “Riflessi in un occhio d’oro” (2017) indaga la relazione tra colore e superficie, nella consapevolezza che ogni rapporto cromatico segue le regole di un momentaneo e irripetibile empirismo creativo. Courtesy Giulio Candussio

Giulio Candussio: le infinite possibilità espressive del mosaico.

 

Nel 1980 diventa art director di Bisazza, coordinando la realizzazione di impegnativi interventi musivi su bozzetti di artisti contemporanei: Hoffmann, Hopkins, Tadini, Sabonet, Mendini e Pozzati, fra i più recenti. È questo il periodo nel quale inizia un’innovazione operativa nel mosaico, di notevole portata metodologica: tra l’ideazione del bozzetto in scala ridotta e la realizzazione musiva, Giulio Candussio – come racconta l’esperta d’arte contemporanea Chiara Tavella – inserisce la fase della “simulazione su carta”, cartone a grandezza reale dove tuttavia i contorni dei campi musivi non sono rigorosamente riportati, ma abbozzati da segni rapidi, che hanno la stessa vitalità dei segni a tassello utilizzati in pittura e che lasciano al mosaicista la libertà di reinterpretare la superficie attraverso i suggerimenti offerti via via dalla materia stessa.

Atelier Candussio
All’interno dell’atelier di Giulio Candussio, a Spilimbergo: lastre e tessere dalle molteplici cromie, dai colori più caldi alle tonalità più fredde, concorrono alla composizione dei mosaici dalle grandezze più varie. Courtesy Giulio Candussio

Pioniere dell’applicazione della grafica informatizzata e delle tecnologie multimediali al mosaico, fondata sull’equazione pixel = tessera, che induce i colori a delle sonorità artificiali e metalliche, Giulio Candussio è autore del rivestimento dei padiglioni della sede di Spilimbergo di Bisazza, realizzato ampliando a scala architettonica su un fronte di decine di metri un dipinto di Piero Dorazio (1989). Dorazio stesso, infatti, rappresenta un importante riferimento nello studio del colore del Maestro.

Ricerca personale ed esperienza didattica si coniugano in un percorso di profonda verifica delle possibilità espressive del mosaico, a partire dalla rivalutazione e dall’attualizzazione della tecnica antica. Lavori di grandi dimensioni sono stati eseguiti sotto il suo coordinamento nel 2002 al Centro ricerche Fiat a Torino e nella stazione della metropolitana di New York Temporary World Trade Centre.

Ritmi Verticali
Il mosaico “Ritmi Verticali” è un riuscitissimo esempio di ricerca di armonie compositive. Le superfici cromatico/pittoriche dell’opera sono espressione della soggettività e della personalità di Giulio Candussio. Courtesy Giulio Candussio

“La tradizione musiva italiana e il Premio MAM – Maestro d’Arte e Mestiere”

 

Nel manifesto “Essere mosaico” del 2014, da lui promosso e firmato con molti altri importanti mosaicisti, è condensata la visione di questo grande artista e sperimentatore instancabile, che ha portato la tradizione a un livello altissimo, perseguendo l’idea di un progetto musivo integrato e della riqualificazione dei saperi tradizionali.

Nel suo atelier di Spilimbergo si trovano tutti gli strumenti del mestiere: martellina, tagliolo, pinzette, ceppo, arnesi poveri e antichi con i quali poter creare vere e proprie opere d’autore.

La sua sperimentazione investe una pluralità di materiali: pietra e smalti in primis, ma anche oro, argento, rame, marmo, vetro e legno, ad arricchire un’arte dalle caratteristiche inconfondibili.

Creativity and Craftsmanship, Photo by Alessandra Chemollo Michelangelo Foundation
Il progetto CasAperta: l’ultima luce, a quattro mani con Ugo La Pietra, è stato ideato e realizzato per l’evento “Homo Faber: Crafting a more human future” nel settembre 2018 a Venezia, ospitato nella sala del Cenacolo Palladiano della Fondazione Giorgio Cini, in un allestimento curato da Michele De Lucchi. Courtesy © Alessandra Chemollo – Michelangelo Foundation

Giulio Candussio negli ultimi anni ha condotto come art director di aziende importanti, quali Trend e Mosaico, la ricerca e la sperimentazione applicate a tutti i settori, coniugando sempre decorazione musiva e arte contemporanea e dedicandosi anche in parallelo più intensamente al suo lavoro d’artista. È del 2018 il suo riconoscimento a Maestro d’Arte e Mestiere, premio biennale di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, come eccellenza nel campo della tradizione musiva italiana.

Le opere recenti di Giulio Candussio sono una sintesi originale che nello stesso tempo rappresenta il punto di arrivo di anni di ricerca e l’avvio di nuove esplorazioni visive. Ne è esempio l’opera CasAperta: l’ultima luce, concepita con Ugo La Pietra, architetto ed esperto di arti applicate di chiara fama. Il progetto, presentato durante l’evento “Homo Faber: Crafting a more human future” nel settembre 2018 a Venezia, non solo riqualifica l’arte musiva in un’ottica più ampia e funzionale, ma stimola a ri-vedere con nuovi occhi i componenti strutturali abitativi, concepiti per ripensare il rapporto intimo che li lega all’essere umano, il suo fruitore e ideatore principe.

Ancora una volta luce, segno e materia, in migliaia di tessere che raccontano storie di un’eccellenza tutta italiana.

Creativity & Craftsmanship_Candussio©Emanuele Zamponi
L’opera CasAperta: l’ultima luce, in collaborazione con Ugo La Pietra, è una capanna aperta in legno rivestita esternamente con un mosaico in pietra scalpellata e marmo non levigato, provenienti dalle terre nei dintorni della casa di Spilimbergo del Maestro Candussio e da luoghi lontani. Rifinita internamente con una copertura in pietra levigata dorata e lucente, è stato inserito nel corpo centrale un prisma a punta, un monolite di plexiglass illuminato dal basso con dei led a simboleggiare un altare. Courtesy ©Emanuele Zamponi

In apertura: Sapienza, pazienza, precisione. Il gesto della mano, nell’opera di Giulio Candussio, è un “gesto-pensiero”. L’artista-artigiano friulano è considerato uno dei più grandi maestri del mosaico internazionale ai giorni nostri. Courtesy Giulio Candussio

A cura di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte