Custodire un mestiere raro come l’intarsio significa farsi carico di una tradizione preziosa. Ad Anagni, antica città papale e culla di raffinate botteghe di ebanisteria, le Tarsie Turri rappresentano da oltre cinquant’anni una presenza di riferimento nel panorama delle arti applicate.

Rita Turri, classe 1963, è tra le protagoniste della tarsia lignea contemporanea. Qui, sulla porta della bottega di famiglia ad Anagni (Frosinone) dove continua il percorso avviato dal padre Carlo, custodendo e rinnovando un sapere artigianale raro e prezioso.
Oggi è Rita Turri a guidare la bottega, portando avanti una vicenda che coincide con quella della sua famiglia e con la storia stessa del borgo laziale. Qui, fino agli anni Cinquanta, fiorivano raffinate officine di ebanisteria impegnate nelle commissioni delle nobiltà romane e napoletane, oltre che del Vaticano, da sempre legato a questo territorio.

Il silenzio è la condizione perfetta che permette alla maestra artigiana di creare e realizzare tarsie per le quali il nome dei Turri è stimato da oltre mezzo secolo.
«Il mio percorso nell’arte dell’intarsio è iniziato accanto a mio padre Carlo. Per sessantasei anni ha dedicato la sua vita a questo mestiere e io ho avuto la fortuna di lavorare al suo fianco per trentasette anni. Tutto quello che so lo devo a lui: i gesti, la conoscenza del legno, l’attenzione per ogni dettaglio. Con grande generosità mi ha trasmesso la sua esperienza e il suo sapere. Oggi accanto a me lavora mio figlio Federico e questo rende il percorso ancora più significativo. Sentire che quel sapere non si interrompe, ma continua a vivere attraverso una nuova generazione, è una grande responsabilità ma anche una grande gioia. Per me la trasmissione del mestiere non è solo tramandare i segreti e le tecniche, ma consegnare una storia: un modo di guardare il lavoro, il rispetto per i materiali e la capacità di assaporare il tempo necessario a realizzare un buon manufatto», racconta Rita Turri.

«Aver cura di ogni dettaglio» è il mantra di Rita Turri. La produzione annovera quadri, pannelli decorativi, mobili e complementi d’arredo di lusso in legno intarsiato, utilizzando tecniche del XV secolo.
Diffusa in Italia già dal Rinascimento, la tarsia rappresenta uno dei vertici dell’ebanisteria artistica. Dopo aver riportato su un sottile foglio di legno – il piallaccio – un disegno definito nelle sue linee di contorno, la maestra artigiana interviene con il “trincetto” incidendo progressivamente le singole parti. Queste vengono via via rimosse e sostituite con essenze differenti, selezionate per tonalità e venatura, così da restituire al decoro profondità e articolazione cromatica. Al termine della lavorazione, il piallaccio originario risulta composto, a seconda della complessità del disegno, da decine o centinaia di inserti, che nel loro insieme ricostruiscono l’immagine secondo la tecnica dell’intarsio “a coltello”. Le fasi finali – incollaggio, levigatura e lucidatura – completano l’opera, contribuendo a preservarne nel tempo forma, stabilità e qualità estetica.

La scelta delle essenze: la maestra artigiana predilige essenze lignee accuratamente selezionate, naturali o naturali tinte, impiegate con maestria per valorizzarne venature, tonalità e delicati passaggi chiaroscurali.
E, a proposito di coloro che acquistano nella bottega di Anagni, dice: «La mia clientela è composta da persone che hanno una particolare sensibilità per il bello e per le cose ben fatte. Sono appassionati che apprezzano il valore del sapere artigianale e l’unicità di un oggetto realizzato a mano. Gran parte del mio lavoro nasce su commissione: realizzo intarsi e complementi d’arredo destinati ad ambienti di grande prestigio, come residenze private o yacht, dove la qualità dei materiali e la cura dei dettagli sono fondamentali. Si tratta di un pubblico attento, che cerca non solo un oggetto, ma un lavoro capace di unire estetica, maestria e personalizzazione».

I gesti “lenti” della bottega. Al netto delle fasi preparatorie, tra l’inserimento del primo tassello nella nuova tarsia e la conclusione del lavoro possono passare pochi giorni, settimane o addirittura mesi.
Rita Turri in qualità di eccezionale interprete della tarsia pittorica ha ricevuto nel 2024 il titolo di MAM-Maestro d’Arte e Mestiere dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte: «Ricevere il MAM è stato per me motivo di grande orgoglio: lo sento come il coronamento di un lungo percorso e, allo stesso tempo, come uno stimolo a crescere ancora. È un riconoscimento che considero particolarmente significativo, perché proviene da una Fondazione che sostiene concretamente il saper fare. Oggi più che mai credo sia fondamentale custodire quella sensibilità che vive nelle mani dei maestri artigiani»; un titolo che si aggiunge, nella storia della bottega, al Cavalierato al merito della Repubblica Italiana dato al padre una decina di anni prima.

Il taglio millimetrico su un pannello decorativo a tema naturale. La natura è uno dei principali orizzonti d’ispirazione per Rita Turri: foglie, rami e geometrie spontanee del paesaggio trovano nuova espressione nella tarsia lignea.
Che si tratti di superfici classiche o di oggetti contemporanei, ogni creazione a firma Tarsie Turri nasce e si compie interamente in bottega, seguendo un processo che unisce progetto, esecuzione e finitura. È qui che la tarsia lignea continua a vivere: non come memoria, ma come pratica viva, in costante evoluzione.











