Pietre preziose, metalli e capacità di interpretare stati d’animo: nasce in questo modo Ornella Bijoux Milano e prendono vita le creazioni di Maria Vittoria Albani Scala, meraviglie per coloro che apprezzano l’alto valore artistico di un gioiello artigianale e vogliono ammirare, possedere, indossare qualcosa di veramente unico ed eccezionale.

Maria Vittoria Albani Scala, creatrice di Ornella Bijoux: L'indiscussa signora del bijoux italiano posa al banco di lavoro. La sua straordinaria attitudine al disegno e alla composizione creativa le ha permesso, in tutti questi anni di attività, di scrivere le pagine più belle della storia degli accessori della moda italiana e non solo.
L'indiscussa signora del bijoux italiano posa al banco di lavoro. La sua straordinaria attitudine al disegno e alla composizione creativa le ha permesso, in tutti questi anni di attività, di scrivere le pagine più belle della storia degli accessori della moda italiana e non solo.

Maria Vittoria Albani Scala, nata a Monza nel 1929, a soli quindici anni è già la mente creativa di Ornella Bijoux, realtà artigiana fondata a Milano dalla madre Piera Barni e da subito protagonista importante della realtà artistica e produttiva italiana della seconda metà del Novecento.

“Dal ’44 inizio con la mamma a fare qualche pasticcio”, esordisce con ironica verve in una delle più recenti interviste video la signora del bijoux italiano, “man mano poi mi appassiono, e proseguo fino ai giorni nostri”.

A 89 primavere splendidamente portate, crea a tutt’oggi i propri gioielli, tutti pezzi unici realizzati a mano, attingendo da un archivio di circa 40 mila modelli, con una creatività viva e sorprendente, sperimentando nuove soluzioni con gusto e uno spirito di ricerca costante, che da oltre 60 anni le hanno permesso di seguire e anticipare le tendenze del mondo della moda.

  • Orecchini realizzati a mano, metallo dorato, perle di imitazione. Collezione Amorini, 2000. ©Francesca Moscheni
  • Anello realizzato a mano in metallo dorato, perle di imitazione, cristalli Swarovski, smaltato a mano. Collezione Animalier, anni ’60. ©Francesca Moscheni
  • Collane realizzate a mano in metallo dorato, pietre di pasta di vetro, cristalli Swarovski, perle di imitazione, 1970. ©Francesca Moscheni

La prestigiosa fusione tra arte e bijoux di Maria Vittoria Albani Scala.

Perle lucenti, metalli smaltati, conchiglie levigate, legni dipinti, vetri di Murano, ceramiche retrò, cristalli Swarovski sono utilizzati per dar vita a spille, anelli, parure e diademi dal forte impatto estetico ed emozionale.

“È un lavoro che richiede enorme pazienza e anche una buona manualità: se non si sente una passione dentro è difficile poter intraprendere questa attività”, spiega la maestra artigiana.

Le idee nascono e trovano terreno fertile nel laboratorio di via Monte Cervino 4 a Milano, Bottega Storica Milanese a partire dagli anni 2000, nel quale l’attività di creazione e realizzazione vede la figlia Simona Scala impegnata da anni al fianco della madre Maria Vittoria: un successo tutto al femminile fatto di talento, coraggio, spirito imprenditoriale e amore per la bellezza.

La maestra artigiana Maria Vittoria Albani, a destra, e la figlia Simona Scala disegnano bijoux unici realizzati a mano. Madre e figlia nel loro Atelier di Via Monte Cervino 4 a Milano, che vanta un archivio storico di circa 40.000 pezzi. Le splendide creazioni sono state esposte a Milano a Palazzo Reale, nell’ambito di mostre dedicate alla storia del bijoux in Italia, al Victoria and Albert Museum di Londra e in tutto il mondo attraverso la mostra itinerante del Teatro alla Scala
La maestra artigiana Maria Vittoria Albani, a destra, e la figlia Simona Scala disegnano bijoux unici realizzati a mano. Madre e figlia nel loro Atelier di Via Monte Cervino 4 a Milano, che vanta un archivio storico di circa 40.000 pezzi. Le splendide creazioni sono state esposte a Milano a Palazzo Reale, nell’ambito di mostre dedicate alla storia del bijoux in Italia, al Victoria and Albert Museum di Londra e in tutto il mondo attraverso la mostra itinerante del Teatro alla Scala

Maria Vittoria Albani Scala già dal 1950 diventa disegnatrice ufficiale di modelli di bigiotteria artigianale, utilizzando fusioni di metallo e cristalli, una produzione dalla forte libertà compositiva e di nitida eleganza.

  • Orecchini realizzati a mano in metallo dorato, cristalli Swarovski, perle di imitazione. Collezione Astri, 1980. ©Francesca Moscheni
  • Collana realizzata a mano, pietre di pasta di vetro veneziane, chiusura gioiello. Collezione Stones, 1970. ©Francesca Moscheni

Negli anni ’70 i bijoux di Maria Vittoria Albani Scala seguono varie ispirazioni, traggono spunti dall’arte astratta, con elementi geometrici e smalti dai colori forti e dal gusto etnico, con l’utilizzo di materiali naturali come corda, cuoio, piume, sempre mescolati con equilibrio e libertà.

Dagli anni ’80 la sua produzione si indirizza verso un gusto Liberty, dove protagonista indiscussa è la natura: scarabei, farfalle e uccelli si trasformano in spille e anelli in metallo dorato, smalti, paste di vetro opalescenti e perle.

Il talento unico nell’intrecciare arte e moda e nel plasmare gioielli di costume, ha portato Ornella Bijoux nel corso degli anni a sviluppare collezioni speciali per Biki, Céline, Swarovski, Dolce & Gabbana, Borbonese e De Wan. Oltre a incontrare un vasto apprezzamento del pubblico italiano, ha lavorato molto anche con l’estero, Giappone e Stati Uniti in primis.

La clientela della sua bottega di bigiotteria di Milano è abbastanza trasversale: si va dalle gioiellerie ai negozi fashion, a coloro che ricercano sempre un prodotto di nicchia. Fino alle principesse, come Grace Kelly di Monaco, che aveva acquistato alcune spille nate dall’estro di Ornella Bijoux.

Maria Vittoria Albani Scala, nel 2016, mentre ritira il premio MAM – Maestro d'Arte e Mestiere nel Salone d'Onore della Triennale di Milano. La sua candidatura è stata propoposta da Deanna Farneti Cera, storica ed esperta del gioiello riconosciuta a livello internazionale. ©Peter Elovich
Maria Vittoria Albani Scala, nel 2016, mentre ritira il premio MAM – Maestro d'Arte e Mestiere nel Salone d'Onore della Triennale di Milano. La sua candidatura è stata propoposta da Deanna Farneti Cera, storica ed esperta del gioiello riconosciuta a livello internazionale. ©Peter Elovich

Pezzi unici che il tempo non scalfisce, i piccoli capolavori di femminilità di Ornella Bijoux sono frutto di passione e immedesimazione.

La più grande artigiana di bigiotteria italiana, simbolo allo stesso tempo di tradizione e di innovazione, ha ricevuto svariati riconoscimenti alla carriera: dal Premio Sorelle Fontana per l’accessorio nell’alta moda nel 1957, alle partecipazioni a eventi artistici in tutto il mondo, fino al Premio MAM – Maestro d’Arte e Mestiere, istituito e promosso da Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, nel 2016, come testimone di un savoir-faire d’eccellenza nazionale.

Tra le varie e numerose mostre, la personale retrospettiva “Il Gioiello Fantasia” al Palazzo dell’Arengario di Monza, da poco conclusa, è stata il coronamento di un sogno, quello di vedere i propri gioielli d’autore esposti nella sua città natale.

L’elegante artista-artigiana brianzola non indossa monili a volte solo qualche spilla – e ogni volta si pone la stessa domanda: “questo gioiello lo porterei?”, con un atteggiamento di cura, ricerca e interpretazione verso le sue potenziali clienti che è la chiave del suo successo.

Ornella Bijoux: Trittico di spille realizzate a mano in metallo dorato, pietre di pasta di vetro, perle di imitazione, cristalli Swarovski. Collezione Flowers, 1970. ©Francesca Moscheni
Trittico di spille realizzate a mano in metallo dorato, pietre di pasta di vetro, perle di imitazione, cristalli Swarovski. Collezione Flowers, 1970. ©Francesca Moscheni

“Pane e bijoux, senza guardare le ore”: è il motto di Maria Vittoria Albani Scala, instancabile creatrice di sogni e di bellezza.

In apertura: Collana realizzata a mano in metallo dorato, pietre di pasta di vetro, perle di imitazione, tronchesi di corallo vero. Il bijoux è stato selezionato al Concorso Sorelle Fontana dell’accessorio nell’alta moda, nel 1957 a Roma.