Nella ricerca dell’eccellenza, ogni dettaglio diventa un tassello insostituibile: come ognuna delle pietre, delle paillettes, delle canutiglie, delle straordinarie decorazioni che vengono ricercate, selezionate, tinte, cucite e ricamate nell’atelier di Pino Grasso.

pino grasso: Una fase di lavorazione. Il ricamo viene ancora eseguito con gli strumenti tradizionali: il telaio e il crochet, uno speciale ago dalla punta ricurva. © Laila Pozzo
Una fase di lavorazione. Il ricamo viene ancora eseguito con gli strumenti tradizionali: il telaio e il crochet, uno speciale ago dalla punta ricurva. © Laila Pozzo

Nato a Milano nel 1931, Pino Grasso incontra l’affascinante mondo della broderie al liceo, frequentando la casa di un amico, il cui padre era maestro ricamatore.

A quell’epoca (così come oggi) svolgere una simile professione non era così comune: dopo il liceo Pino decise quindi di iscriversi alla facoltà di medicina. Ma si rese ben presto conto che la sua vera passione era un’altra.

Il 1 ottobre 1958, data che il maestro ricorda ancora orgogliosamente a distanza di anni, inizia la gavetta frequentando diversi laboratori artigiani sia in Italia sia in Francia.

Pinmo Grasso: Ricami dai materiali nuovi e inedite combinazioni: coralli, fili d'oro, pietre dure, paillettes e perline. © Laila Pozzo
Ricami dai materiali nuovi e inedite combinazioni: coralli, fili d'oro, pietre dure, paillettes e perline. © Laila Pozzo

A Parigi ha modo di conoscere i grandi nomi del ricamo e impara le antiche tecniche di lavorazione: con Lecocq Riou (Seler) e Rech si accosta alle paillettes; con Fried Freres alle perle e agli strass; con Montezin impara a lavorare le ciniglie; con Mathieu i filati metallici; infine stringe amicizia con l’illustre François Lesage, maestro indiscusso del ricamo francese.

Dopo l’esperienza parigina avvia il suo laboratorio di ricami a Milano, occupandosi personalmente di tutte le fasi di lavorazione. Oggi il laboratorio è cresciuto e impiega più di 15 persone, tra cui la figlia Raffaella. Notevole è l’archivio di campioni che attualmente conta più di 10 mila esemplari, con pezzi che hanno fatto la storia della moda degli ultimi decenni.

Nella Gallery:
– Non solo la scelta, ma anche la lavorazione dei materiali assume un’importanza straordinaria per la perfetta esecuzione del ricamo. © Laila Pozzo
– Preziosità ed eleganza insieme ad armonia e bellezza sono le caratteristiche che rendono unici i ricami di Pino Grasso. © Laila Pozzo

L’intuizione di Pino Grasso, la sua capacità di essere un vero interprete del pensiero creativo, la professionalità, l’occhio sempre proiettato al futuro e la mano ferma nel ricercare una perfezione assoluta fanno del suo laboratorio uno dei punti di riferimento più importanti per gli stilisti italiani.

Con lui hanno collaborato i più grandi nomi: da Mila Schön a Valentino, da Gianfranco Ferré a Gianni Versace, da Giorgio Armani a Dolce & Gabbana, da Vionnet a Bottega Veneta, da Emilio Pucci a Roberto Cavalli, da Etro a Prada, da Gucci a René Caovilla, da Givenchy a Tom Ford, e molti altri.

Pino Grasso: Il ricamo "a rovescio" o "Lunéville", eseguito con il crochet
Il ricamo "a rovescio" o "Lunéville", eseguito con il crochet, si distingue dal ricamo "dal dritto" realizzato con aghi di diverse misure e tipi. © Laila Pozzo

Apprezzato non solo per la realizzazione dei ricami più preziosi ma anche per la ricerca di soluzioni innovative, per l’uso di materiali inaspettati o per l’invenzione di nuove possibilità, al ricamatore milanese viene assegnato nel 2010 dal Centre du Luxe et de la Création il premio “Talent du Luxe et de la Création” per la categoria “Invenzione”. Premio che si aggiunge a molte altre prestigiose onorificenze, da ultimo il riconoscimento MAM – Maestro d’Arte e Mestiere nel 2016, insieme alle numerose mostre dedicategli.

Pino Grasso: dettaglio di ricamo
Il ricamo è un'arte nel quale si combinano armonia e leggerezza, creatività e suggestione. © Laila Pozzo

“L’impulso cui noi dobbiamo fare riferimento è il più complicato”
– dice Pino Grasso –
“Dobbiamo immedesimarci nella testa dello stilista, interpretare la sua richiesta e assorbire il suo gusto per riuscire a creare dei ricami che possano soddisfarlo. Senza mai alterare la linea. Quando l’abito scende dal telaio, dopo che è stato ricamato, deve cadere esattamente come quando ci è stato consegnato”

Ritratto del maestro Pino Grasso nel suo atelier milanese. © Laila Pozzo
Ritratto del maestro Pino Grasso nel suo atelier milanese. © Laila Pozzo

Un saper fare e una manualità rari, spesso nascosti agli occhi dello stesso settore  moda, insieme a una passione, una creatività e una professionalità che svelano un’eccellenza tutta italiana, patrimonio da difendere e raccontare.