Il Maestro Antonino Negri, noto come Tonino, nasce a Lodi nel 1961, dove conduce il celebre laboratorio-bottega “Terra crea”, in cui nascono i suoi capolavori in ceramica (grés, refrattario, ingobbio, semirefrattario e smalto).
Si interessa presto alla ceramica come forma creativa tradizionale e innovativa, compiendo anche diversi viaggi all’estero di approfondimento, incontrando il mondo dell’artigianato e dell’arte. Frequenta artisti e artigiani con cui collabora dal 1980 in vari progetti, con la grande apertura mentale, curiosità e disponibilità che lo caratterizzano da sempre: dal teatro alla ceramica, dalla scultura agli allestimenti scenografici. Realizza sculture ma anche installazioni di grandi dimensioni in piazze, parchi e chiese con l’utilizzo di terracotta e altri materiali.
Si occupa inoltre di teatro, come regista, sia individualmente che in collaborazione con altri autori, sia come costruttore di scenografie teatrali. La sua multiforme attività si concretizza in mostre, eventi, spettacoli, installazioni, sempre all’insegna di una spiccata sensibilità per il sociale.

Tonino Negri
Il Maestro Tonino Negri nell’atelier “Terra crea”, il suo studio a Lodi. Il Maestro è qui ritratto con una delle sue stupende donne-vaso: la figura femminile ricorre in tutta la sua opera, declinata in molti modi poetici e simbolici.

Ha tenuto numerose mostre personali e collettive a Parigi, Milano, Bologna, Parma, Bergamo, Monza e Lodi. Nel 1993 ha fondato la Bottega del Respiro alla Comunità il Gabbiano, attiva fino al 2003. Con Marcello Chiarenza, noto regista che da decenni opera nel campo della figurazione simbolica e della drammaturgia della festa, stringe un sodalizio artistico da oltre vent’anni, realizzando eventi e spettacoli teatrali in tutta Italia oltre che a Parigi e Maastricht. Con Chiarenza condivide la predilezione per i temi della natura, gli elementi, il ciclo delle stagioni, la terra, il mito e la fiaba: il linguaggio immortale dei simboli e degli archetipi.

TONINO NEGRI
Scultura “Ionio”, in semirefrattario e ingobbio. Una delle molte figure archetipiche che popolano l’immaginario di Tonino Negri, in questo caso uno ieratico portatore d’acqua. L’acqua è elemento ricorrente nella produzione del Maestro, per i suoi evidenti rimandi alla natura e alla vita stessa.

Terra, acqua, fuoco e aria sono gli elementi primordiali ricorrenti che abitano le forme archetipiche della produzione del Maestro lodigiano, dove si fondono perizia tecnica e poesia. Sono le forme pure e perfette di “Terra crea”, che raccontano storie antiche. Tra le figure più frequentate e declinate dall’artista quella della donna intesa come madre, la “mater matuta” della mitologia greco-romana, dea della fertilità e della vita (spesso ritratta infatti nelle vesti simboliche di portatrice d’acqua), protettrice delle partorienti.

TONINO NEGRI
Scultura “Trio besuga”, in gres e smalto. Gli animali sono spesso al centro dell’universo iconografico del Maestro Negri. Tra questi la tartaruga, che rappresenta per antonomasia la tenacia, la resilienza, la forza, ma anche la longevità e la saggezza.

Questi sono anche i temi della sua produzione ceramica. Il suo atelier lodigiano sembra un luogo magico, fermo nel tempo, popolato da personaggi primitivi e simbolici: animali, case-lampade, isole-vaso, portatori e portatrici d’acqua, donne-vaso, divinità, arche, giocolieri…Tutto è sparso nel laboratorio, come un insieme di presenze che fanno parte di uno stesso habitat. Tra gli animali ricorrono i pesci, le tartarughe, il maialino, il gufo, la balena…

TONINO NEGRI
Scultura “Risalita”, in gres e smalto. I pesci sono fra gli animali ricorrenti nel poetico mondo ceramico del Maestro lodigiano. Il pesce, considerato sacro in molte civiltà e iconografie, rimanda in modo immediato al legame con l’acqua, portatrice di vita. Le raffigurazioni di Negri colpiscono per il linguaggio espressivo molto intenso ed essenziale, come in questa bella evocazione stilizzata di un branco di pesci che si avvita nel movimento di risalita alla superficie.

La meditazione, lo studio e la sperimentazione, la frequentazione di botteghe e maestri importanti in Italia e all’estero, le esperienze come maestro all’interno di una comunità educativa, hanno condotto Tonino Negri a una cifra stilistica molto riconoscibile, caratterizzata da un delicato lirismo, talvolta appena venato di ironia.

TONINO NEGRI
Scultura “PescepallaPescepallaPescepalla”, in semirefrattario e smalti. Qui il Maestro dà vita a una scultura giocata sull’alternanza dei colori della terra e del mare. Spesso nelle sue raffigurazioni stilizzate troviamo pesci di dimensioni diverse, non senza accenti ludici e talvolta ironici, ma sempre con delicata poesia.

Bellissime e misteriose come idoli le sue donne in terracotta; stupende e delicatissime le sue arche di tutte le dimensioni e le sue architetture fiorite. Bastano i titoli semplici e suggestivi delle sue opere ad evocare il fascino del suo personalissimo mondo: La luna e la cernia, Sorgente, Cielo, Ionio, Fontana, Arca sul sasso, Arca oceano, Arca cielo, Nilo, Passaggio, Sul filo del racconto, La casa dei gufi, Tempio del gufo, Re nudo, Il canto della balena, Grande giardino… un piccolo universo profondamente legato alla natura, alla vita, all’acqua, al mondo vegetale e animale, alle radici stesse della nostra umanità. Opere pervase da una sorta di silenzio denso di valori, di un tempo immobile ma insieme vivissimo, di una profonda moralità e poetica bellezza.

TONINO NEGRI
Scultura “Viaggio”, in gres e smalti. Il motivo dell’arca è tra i più amati dal Maestro Negri, non solo come motivo formale, che l’artista declina in molti colori e dimensioni, ma soprattutto per la sua complessa e ricca simbologia, che rimanda alla salvezza, all’alleanza tra Dio e l’uomo, tra l’uomo e le altre specie del Creato. Qui il Maestro gioca sulle dimensioni dell’arca, che appare piccolissima sul grande mare, rappresentato da un disco stilizzato e azzurrissimo.

Tra le molte esposizioni importanti ricordiamo la partecipazione a “Capi d’opera. Le eccellenze del saper fare a Milano e in Lombardia”, a Milano presso Palazzo Morando nel 2012, a cura di Ugo La Pietra e Fondazione Cologni: un’antologia dell’eccellenza nei mestieri d’arte della tradizione regionale, con uno sguardo alla contemporaneità.

- TONINO NEGRI
Lampada “Passaggio” in semirefrattario. Una scultura di luce, che evoca un misterioso, mistico passaggio: dal buio alla luce, dalla dimensione terrena a quella spirituale… Una delle più recenti opere del Maestro, che simboleggia molto bene la sua poetica e il suo misticismo affascinanti, con un’estetica dalle linee pure ed essenziali.

Attualmente è in corso una bellissima personale di Tonino Negri a Sanremo, presso la Galleria d’arte La Mongolfiera (fino al 18 luglio), a cura di Gioia Quicquaro: una speciale occasione per farsi emozionare dall’opera di quello che è riconosciuto come uno dei grandi Maestri della ceramica contemporanea e uno dei suoi artisti più originali e intensi.

TONINO NEGRI
Scultura “Pesce”, in semirefrattario e smalto. Una raffigurazione potente di uno degli animali più cari all’artista lodigiano: animale mistico per eccellenza, il pesce simboleggia la fede, la purezza, la rinascita. In quest’opera la stilizzazione tipica dell’artista lascia il posto a una rappresentazione di intenso realismo espressivo.
In copertina: Scultura “Balena”, in semirefrattario e smalto. Tra tutte le creature del mare di Tonino Negri la balena è tra le più presenti: la regina del mare, maestosa e distante, in molte cosmogonie è colei che detiene la memoria di tutta la storia umana e del pianeta. Un animale potente, al centro di molte fiabe e leggende, che non poteva non esercitare un forte fascino sull’immaginario di un artista come Tonino Negri, così profondamente legato alla terra, all’acqua e ai suoi abitanti.
A cura di Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte