Lanciato per la prima volta nel 1997 il Royal Oak con i contatori sul quadrante compie oggi i suoi primi 20 anni.

Che Audemars Piguet celebra a dovere con il lancio di una versione lievemente riveduta e corretta declinata in otto nuove referenze.

Audemars Piguet – Royal Oak Chronograph – movimento meccanico a carica automatica di manifattura – riserva di carica minima garantita di 40 ore – cassa da 41 mm in acciaio – impermeabile fino a 5 atmosfere.
Audemars Piguet – Royal Oak Chronograph – movimento meccanico a carica automatica di manifattura – riserva di carica minima garantita di 40 ore – cassa da 41 mm in acciaio – impermeabile fino a 5 atmosfere.

Nel 1972 Baselworld semplicemente non era ancora Baselworld. Ma una fiera dell’orologeria svizzera. La Schweizer Mustermesse Basel, in scena dal 15 al 25 aprile. Quell’anno però qualcosa aveva iniziato a cambiare perché al fianco dell’appuntamento elvetico era nato qualcosa di sperimentale. Un “controsalone” parallelo.

L’European Watch and Clock Exhibition.

Ovvero una concessione ai marchi di settore provenienti da Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania. Un test, evidentemente di successo, che l’anno successivo avrebbe portato alla fusione delle due esposizioni dando luogo al primo European Watch and Jewellery Show. Ma in quell’anno, il 1972 appunto, la notizia finì per passare quasi in secondo piano. Oscurata da quella della comparsa di un nuovo orologio destinato a far parlare, il Royal Oak.               

In acciaio oppure in oro rosa. Con bracciale dotato di chiusura pieghevole AP o con cinturino cucito a mano in alligatore con motivo “grande scaglia quadrata” e fibbia pieghevole AP in oro.

Il nuovo Royal Oak Chronograph si evolve, rifacendosi nei dettagli al modello del 2008.

Inconfondibile. Il bracciale rastremato in acciaio spazzolato è uno dei segni distintivi del Royal Oak. Immutato negli anni rappresenta una vera e propria sfida costruttiva vista la grande difficoltà realizzativa e il grande numero di pezzi di dimensioni differenti tra loro.
Inconfondibile. Il bracciale rastremato in acciaio spazzolato è uno dei segni distintivi del Royal Oak. Immutato negli anni rappresenta una vera e propria sfida costruttiva vista la grande difficoltà realizzativa e il grande numero di pezzi di dimensioni differenti tra loro.

In acciaio spazzolato, con bracciale integrato, lunetta ottagonale, viti a testa esagonale, cassa da 39 mm. Con il suo look mai azzardato prima (e per questo inizialmente difficile da digerire e da vendere) aveva improvvisamente messo all’angolo i piccoli e tondi orologi in oro. Dei quali, paradossalmente, risultava addirittura più caro.

Un “bad boy”, insomma, il Royal Oak.

Che non ha tardato però a ingranare e di conseguenza ad evolversi. Passando anche ai metalli preziosi (quest’anno ricorre il 40esimo anniversario del modello in oro), o prendendosi in carico funzioni più o meno complesse. Come il calendario perpetuo arrivato nel 1981, il day-date fasi di luna introdotto tre anni più tardi o, molto più di recente, l’equazione del tempo.

Pulizia stilistica e formale all'ennesima potenza. Nonostante il calibro cronografico al suo interno la cassa del Royal Oak Chronograph di Audemars Piguet è spessa solo 11 mm. A tutto vantaggio del comfort al polso.
Pulizia stilistica e formale all'ennesima potenza. Nonostante il calibro cronografico al suo interno la cassa del Royal Oak Chronograph di Audemars Piguet è spessa solo 11 mm. A tutto vantaggio del comfort al polso.

In mezzo, nel 1997, il lancio del Royal Oak Chronograph.

Perché nonostante Audemars Piguet realizzasse all’epoca cronografi da oltre 60 anni, per vederne uno sul suo modello icona è stato necessario attendere fin quasi alla fine del Novecento. Quando la scusa per introdurlo proprio a bordo del Royal Oak furono le celebrazioni per i suoi primi 25 anni. Da lì in poi anche la versione a tre contatori è naturalmente diventata un must, che oggi Audemars Piguet ripropone in grande stile cavalcando questa volta un altro anniversario: i primi 20 proprio del modello nato per la misurazione dei tempi brevi. Proposto in otto nuove referenze in acciaio o in oro rosa, con bracciale o cinturino in pelle di alligatore.

L’ultima evoluzione con contatori cronografici era datata 2012. Dal quel modello il nuovo Royal Oak riprende le dimensioni della cassa, 41 mm, il quadrante a motivo “Grande Tapisserie”, e naturalmente il fascino di un orologio che da vent’anni è considerato un icona del settore.

Un dettaglio del fondo serrato da sei viti a testa tonda del Royal Oak Chronograph con tanto di firma in rilievo. La sua adozione priva però della vista sul calibro 2385.
Un dettaglio del fondo serrato da sei viti a testa tonda del Royal Oak Chronograph con tanto di firma in rilievo. La sua adozione priva però della vista sul calibro 2385.

L’ultima variazione sul tema risaliva al 2012. Il Royal Oak Chronograph era passato da 39 a 41 mm, aveva sostituito il triangolo alle 12 con un doppio indice e aveva modificato gli altri allungandoli e restringendoli.

Bene, i nuovi modelli 2017 guardano invece alla versione del 2008. Gli indici tornano ad allargarsi e ad accorciarsi accrescendo la loro leggibilità (così come le lancette) per via del maggior quantitativo di sostanza luminescente al loro interno, mentre i contatori posizionati alle 3 e alle 9 crescono in diametro. Piccole variazioni, forse, ma inquadrate in un processo di evoluzione costante che ha permesso al Royal Oak di diventare grande senza mai snaturarsi.

Due referenze con cassa e bracciale in oro rosa. Altre due con cassa in oro rosa e cinturino in alligatore. Tre, infine, quelle con cassa e bracciale in acciaio.

Questi i Royal Oak Chronograph lanciati all’ultimo SIHH 2017.

A cui si è aggiunta una “special edition” in esclusiva per le boutique monobrand. Con cassa e bracciale in titanio, lunetta e maglie di raccordo in platino, quadrante ardesia e contatori blu. 

Una panoramica delle sette referenze presentate da Audemars Piguet all'ultimo SIHH di Ginevra. A queste va aggiunta un'esclusiva edizione riservata alle boutique monomarca in titanio e platino.
Una panoramica delle sette referenze presentate da Audemars Piguet all'ultimo SIHH di Ginevra. A queste va aggiunta un'esclusiva edizione riservata alle boutique monomarca in titanio e platino.

A rimanere fedele negli anni è invece il calibro 2385 al suo interno.

Un movimento meccanico cronografico (ruota a colonne) con datario a carica automatica (37 rubini, 304 componenti, 21.600 alternanze/ora, 26,2 mm di diametro, 5,5 mm di spessore) con 40 ore di riserva di marcia. Non visibile però dal fondello, storicamente chiuso per il Royal Oak Chronograph di Audemars Piguet.