Breitling continua il suo processo di rinnovamento, di immagine e collezioni, con il lancio del nuovo Superocean Outerknown. Subacqueo con qualcosa in più. L’attenzione alla sostenibilità ambientale. Oggi più che mai sempre più cool.

Breitling – Superocean Automatic 44 Outerknown
Breitling – Superocean Automatic 44 Outerknown – cassa in acciaio da 44 mm – quadrante verde – movimento meccanico automatico Calibro Breitling 17 – impermeabile a 10 Atm – cinturino in nylon riciclato.

Sul mercato, in prima assoluta, ci è arrivato l’anno scorso. Un test, come si direbbe in ambito industriale, giusto per vedere l’effetto che fa. La reazione, insomma, del consumatore ad un qualcosa di inusuale (ma per la verità non del tutto sconosciuto) nel campo dell’orologeria di livello. Un cinturino, stile Nato nelle sue fattezze, in materiale sintetico. Materiale sintetico particolare perché riciclato utilizzando come materia prima la plastica raccolta nei mari e negli oceani. Non plastica qualunque però, per una volta niente bottiglie & affini, ma plastica derivante dalle reti da pesca abbandonate. Che oltre ad inquinare con la loro presenza costituiscono una trappola mortale permanente per qualunque specie vivente risieda sotto il pelo dell’acqua. Una scelta di sicuro effetto, all’insegna dello stile e soprattutto dell’eco-sostenibilità. Che è una bella cosa, ma in fondo spesso è anche marketing. Ma che se può contribuire ad alzare il livello dell’attenzione pubblica sul problema, allora ben venga. Un’operazione di successo, tanto è vero che proprio di recente, durante il Breitling Summit andato in scena all’inizio del mese di ottobre, il brand di Grenchen ha dato seguito all’iniziativa presentando una nuova interpretazione del Superocean Outerknown (e non solo).

Breitling e Outerknown, due realtà dal 2018 sulla stessa lunghezza d’onda. Impegnate a diffondere la consapevolezza relativa al problema dei rifiuti che soffocano mare ed oceani. E non a caso entrambe allineate al fianco della ONG Ocean Conservancy.

Superocean Automatic 44
Il nuovo Breitling Superocean Outerknown assieme ad una selezione dei nuovi cinturini in nylon riciclato proveniente da reti da pesca abbandonate. Questi ultimi, venduti esclusivamente sui canali online.

Un bel diver con tutti i crismi, che arriva dopo il Superocean Héritage Chronograph 44 Outerknown del 2018. Questa volta in versione semplificata (ma più coerente con la sua destinazione d’uso), ossia in configurazione tre lancette, con numeri alternati ad indici, tutti estremamente sovradimensionati per assicurare grande visibilità in fase di immersione, lunetta girevole unidirezionale, e impermeabilità fissata a 10 atmosfere (un po’ risicata per un modello con ambizioni da diver). Il tutto calato in un mood estetico military green che, oltre a costituire uno dei trend dell’anno in corso, crea una sorta di ponte cromatico con alcuni dei modelli di maggior successo della marca dedicati al mondo dell’aviazione, dall’Avenger Night Mission all’Aviator 8 Curtiss Warhawk. Ma come per il suo predecessore la peculiarità del nuovo Superocean Outerknown risiede, come detto, nel suo accessorio per eccellenza: il cinturino, per l’occasione anch’esso verde militare. Che nel logo “O<” richiama l’attenzione su una partnership relativamente recente. Quella messa nero su bianco con Outerknown, realtà di abbigliamento eco sostenibile co-fondata dal campione di surf statunitense Kelly Slater, non a caso colonna portante della Surfer Squad di Breitling.

Outerknown Straps
Colorati, eco sostenibili, cool. Realizzati in Econyl, i nuovi cinturini sono proposti in sei colori e quattro misure differenti per adattarsi a tutti gli orologi di Breitling.

Una soluzione talmente apprezzata che in questo finire di 2019 Breitling ha deciso di creargli attorno una vera e propria linea prodotto, composta da 18 cinturini colorati (sei colori, quattro misure differenti), abbinabili a tutti gli orologi Breitling e disponibili esclusivamente per l’acquisto online. Detto della loro specificità a forte impatto sociale, va però doverosamente sottolineato come la provenienza delle fibre sintetiche alla base della capsule collection Outerknown sia rigorosamente ed orgogliosamente italiana. Perché italiana è la realtà industriale, la Aquafil, che sin dal 2011 (ma la sua fondazione risale al 1965) si è specializzata nella produzione di quello che è stato ribattezzato Econyl. Il filo poliammidico prodotto da nylon riciclato a partire da materiale post consumo e post industriale. Un’azienda divenuta negli anni multinazionale, fino a raggiungere la quotazione in borsa. I cui filati (nati da materiale di scarto, da rifiuti) sono divenuti parte costituente di capi di abbigliamento sportivo, costumi da bagno e ora anche accessori apprezzati da una nuova e più consapevole industria del lusso.

I cinturini realizzati in filo Econyl prendono corpo da materiale di scarto: da plastiche invasive, abbandonate nelle acque sotto forma di reti da pesca. Sapientemente riciclate. Per rinascere come complementi di oggetti per loro natura destinati a sopravvivere al tempo.

Breitling Superocean Outerknown
Uno scatto del Breitling Superocean Outerknown in azione. Al polso di un sommozzatore durante una “battuta” di recupero delle reti da pesca abbandonate in mare.