Pensato, progettato, realizzato e rifinito (oggi) proprio come avrebbe fatto l’illustre orologiaio protagonista del XVIII secolo con i suoi cronometri da marina se fosse vissuto ai nostri giorni. Ecco il Cronometro FB 1 Oeuvre d’Or, la storia che ritorna.

Cronometro FB 1 Oeuvre d'Or
Ferdinand Berthoud – Cronometro FB 1 Oeuvre d’Or – cassa in oro rosa da 44 mm – quadrante in oro rosa finito mano – movimento meccanico a carica manuale Calibro FB-T.FC-3 di manifattura – impermeabile a 3 atmosfere – edizione limitata a 5 esemplari.

Quella di Ferdinand Berthoud è una storia atipica, ma non poi così rara nel panorama dell’orologeria.

La storia di un uomo brillante che, nei secoli passati, ha prestato mano e ingegno ad un settore ai tempi ancora pionieristico. Contribuendone in maniera determinante allo sviluppo, salvo poi finire però lentamente nell’oblio. Berthoud, così come Breguet, è stato il padre dei cronometri da marina.

Nato a 5 minuti da Fleurier, Svizzera, si è trasferito anch’esso ben presto a Parigi, contribuendo in maniera determinante con il suo lavoro ai successi per mare della flotta dell’impero transalpino sotto i regni di Luigi XV e Luigi XVI. I suoi strumenti hanno cambiato il corso della storia, ma a differenza di quello di Breguet, il nome di Ferdinand Berthoud ha finito per godere di una risonanza minore.

Conosciuto dagli addetti ai lavori, e poco più, nonostante i suoi pezzi siano oggi esposti permanentemente al Metropolitan Museum of Art di New York e al Conservatoire National des Artes et Métiers di Parigi. E poi, anche al L.U.CEUM di Fleurier.

Non solo perché luogo di nascita di Berthoud, ma anche perché sede dal 2013 della Chronométrie Ferdinand Berthoud, manifattura voluta dal suo presidente Karl-Friedrich Scheufele (già co-presidente di Chopard) e seguita all’acquisizione dell’illustre nome da lui completata nel 2006. Manifattura dalla quale quest’anno è uscito il Cronometro FB 1 Oeuvre d’Or.

Il nome Cronometro FB 1 Oeuvre d’Or, scelto per l’ultima interpretazione del modello, è una sorta di gioco di parole tra “opera d’arte” e “oro”. E per capirne il senso è sufficiente gettare uno sguardo attento alle due referenze presentate in questo 2019.

Cronometro FB 1 Oeuvre d'Or
Il movimento con sistema fuso/catena e tourbillon invertito visto dal lato del fondello. Si noti la particolare rifinitura a “piramide” dei semi-ponti. L’immagine si riferisce alla referenza in oro bianco, contraddistinta da un’incastonatura lungo la carrure e la corona.

Un orologio, il Cronometro FB 1 Oeuvre d’Or, discendente di una stirpe giovane eppur già di successo.

Come dimostra il premio Aiguille d’Or (massimo riconoscimento nel mondo delle lancette) conferito nel 2016 al Cronometro FB 1, suo predecessore, da parte del Grand Prix d’Horlogerie di Ginevra. Un modello che, in versione 2019, si è ritrovato protagonista di una doppia interpretazione artistica ma che ha soprattutto mantenuto ben solida quella base tecnica che gli ha consentito nel recente passato di porsi all’attenzione degli appassionati di alta e bella orologeria.

Naturalmente tecnica.

Perché estremamente tecnico è il movimento meccanico a carica manuale di manifattura (35,5 mm di diametro, 7,96 mm di spessore, 45 rubini, 21.600 alternanze/ora, e soprattutto la bellezza di 1.119 componenti di cui 790 solo di catena) al suo interno.

Che rimanda alla costruzione dei vecchi cronometri da marina, naturalmente, talmente elaborato e sofisticato da aver necessitato il deposito di ben quattro brevetti: per il sistema fuso/catena, il bariletto, l’indicatore dell’autonomia residuo, il tourbillon con secondi diretti. Tutti e quattro sospesi.

Cronometro FB 1 Oeuvre d'Or
Un momento dell’incisione manuale del quadrante. Un procedimento lungo e laborioso in cui nulla può essere lasciato al caso. Pena il rifacimento completo dello stesso.

A cambiare nel Cronometro FB 1 Oeuvre d’Or, come detto, è così l’interpretazione stilistica delle due referenze.

Ognuna a suo modo unica. Così, per esempio, la Ref. FB 1.1-2 in oro bianco è la prima di sempre della marca a presentare un’incastonatura di diamanti (su quattro dei sei lati della cassa esagonale oltre che sul margine della corona). Mentre la Ref. FB 1.2-1 in oro rosa si differenzia invece per la presenza di aperture di forma ovale lungo la carrure, oblò debitamente protetti da cristallo zaffiro voluti per consentire lo sguardo del movimento anche nella sua sezione laterale.

A farsi apprezzare sono però principalmente le finiture, decorazioni che hanno richiesto oltre 140 ore di manodopera ad esemplare. Perché realizzate a mano, naturalmente, ma soprattutto con l’impiego di attrezzi in uso nel XVIII secolo. Ai tempi dunque di Ferdinand Berthoud. A mano sono state realizzate le decorazioni a piramide sui tre semi-ponti del movimento visibili lato fondello, a mano si è proceduto alla micro incisione dell’inscrizione “Ferdinand Berthoud – Chronomètre Val-de-Travers – Suisse, del numero individuale e delle “voci” dell’indicatore dell’autonomi residua, e sempre a mano è stato realizzato l’inedito quadrante in oro. Delicatamente e laboriosamente inciso tramite un “berceau” solo al fine di riprodurre visivamente quella patina vissuta oggi proprietà privata degli strumenti originali di Ferdinand Berthoud.

Il Cronometro FB 1 Oeuvre d’Or di Ferdinand Berthoud è certificato COSC. Una cosa non scontata per un orologio dotato di dispositivo tourbillon, ma invece doverosa e quindi d’obbligo per qualsiasi creazione di Karl-Friedrich Scheufele.

Cronometro FB 1 Oeuvre d'Or
La particolare finitura del quadrante in oro. Realizzata a mano, consente di riprodurre tramite uno strumento definito “berceau” un effetto che ricorda la patina vintage che contraddistingue gli esemplari del passato.