Lo scorso 8 novembre è andata in archivio anche la 17esima edizione del Grand Prix d’Horlogerie de Genève. Tante conferme e qualche (poche a dire la verità) novità, per quello che resta l’evento più importante dell’orologeria che conta.

Foto di gruppo per tutti i premiati della 17esima edizione del GPHG svoltasi lo scorso 8 novembre a Ginevra.
Foto di gruppo per tutti i premiati della 17esima edizione del GPHG svoltasi lo scorso 8 novembre a Ginevra.

Quella che si è conclusa appena una decina di giorni fa al Théâtre du Léman è un’edizione del GPHG partita da lontano. Dal 22 giugno scorso per la precisione, data ultima per le maison orologiere per presentare le candidature dei propri orologi.

Sì, per presentare, perché salvo poche eccezioni ammesse dai candidati della giuria, gli orologi in gara sono storicamente proposti dagli stessi marchi, ai quali è anche concesso di decidere in quale delle categorie concorrere. Non più di sei, lanciati sul mercato dal marzo 2016 fino a novembre 2017 (per l’edizione corrente) e ognuno corredato da una bella quota di iscrizione di 500 franchi svizzeri.

Il Grand Prix d’Horlogerie de Genève è nato con l’obiettivo di valorizzare il mondo dell’orologeria (non solo svizzera) di alto livello. Contribuendo alla sua promozione tramite un palcoscenico privilegiato in grado di dargli visibilità e prestigio.

  • Il Grand Prix de l’Horlogerie de Geneve da 17 anni è un appuntamento unico nel suo genere, che ha scelto Milano quest’anno per il debutto della sua travelling collection.
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Karl-Friedrich Scheufele, presidente di Chopard, sul palco del Gphg per ritirare l'Aiguille d'Or attribuita dalla giuria la L.U.C. Full Strike.
Karl-Friedrich Scheufele, presidente di Chopard, sul palco del Gphg per ritirare l'Aiguille d'Or attribuita dalla giuria la L.U.C. Full Strike.

Una prima scrematura ha portato poi i giurati a ridurre a sei gli orologi in ciascuna delle categorie di competenza e lì, di fatto, il Grand Prix d’Horlogerie de Genève ha iniziato ad entrare nel vivo. E a diffondere il proprio verbo tramite una mostra itinerante che ha portato in giro per il mondo i finalisti, ovvero un lotto di segnatempo da capogiro. Il resto, come detto, si è consumato nella giornata dell’8 novembre quando, a scrutinio segreto, i membri di una giuria eterogenea per nazionalità e per professione, composta da orologiai indipendenti, ma anche da storici, gemmologi, esperti, collezionisti, capitani d’industria, giornalisti e guidata da Aurel Bacs (colui che qualche giorno prima ha battuto all’asta da Phillips il Rolex Daytona di Paul Newman) hanno emesso i loro verdetti. And the winners are…        

Dietro le quinte della 17esima edizione del Gphg, con i premi e le buste ancora sigillate in attesa della cerimonia ufficiale.
Dietro le quinte della 17esima edizione del Gphg, con i premi e le buste ancora sigillate in attesa della cerimonia ufficiale.

Il premio più ambito, quello che porta prestigio e per il quale, in fondo, si concorre al Grand Prix d’Horlogerie de Genève, ovvero l’Aiguille d’Or, è finito nella bacheca personale di Chopard grazie al L.U.C. Full Strike, ma anche di Karl-Friedrich Scheufele, curiosamente presente nella giuria (ma, per correttezza, senza diritto di voto nelle categorie in cui concorrevano gli orologi del marchio) in quanto presidente del brand vincitore del massimo premio nell’anno precedente, in quel caso Chronométrie Ferdinand Berthoud. A Tudor e al suo Heritage Black Bay Chrono, invece, il riconoscimento Petite Aiguille. Tutt’altro che un premio di consolazione, ma anzi il meglio del meglio nella fascia prezzo sotto agli 8mila franchi svizzeri.

Il premio Aiguille d’Or è stato conferito a Chopard e al suo L.U.C. Full Strike. Per il suo presidente, Karl-Friedrich Scheufele, un back-to-back avendo ricevuto il medesimo riconoscimento anche nel 2016, ma con Chronométrie Ferdinand Berthoud.

I giurati dell'edizione 2017 del GPHG.
I giurati dell'edizione 2017.

Ma come ogni serata degli Oscar che si rispetti anche quella del Grand Prix d’Horlogerie de Genève non si è limitata ad omaggiare solamente l’attore protagonista. Ecco allora, in rapida successione, tutti i vincitori di categoria.

Ladies’ Watch: Chanel Première Camélia Skeleton; Ladies’ High-Mech Watch: Van Cleef & Arpels Lady Arpels Papillon Automate; Men’s Watch: Bulgari Octo Finissimo Automatic; Chronograph Watch: Parmigiani Fleurier Tonda Chronor Anniversaire; Tourbillon and Escapement Watch: Bulgari Octo Finissimo Tourbillon Skeleton; Calendar Watch: Greubel Forsey QP à Équation; Travel Time Watch: Parmigiani Fleurier Toric Hemisphères Rétrograde; Mechanical Exception Watch: Vacheron Constantin Les Cabinotiers Celestia Astronomical; Sports Watch: Ulysse Nardin Marine Regatta; Jewellery Watch: Chopard Lotus Blanc Watch; Artistic Crafts Watch: Voutilainen Aki-No-Kure.

Oltre ai premi di categoria sono stati assegnati anche due ulteriori riconoscimenti: un Innovation Prize finito a Zenith per il suo Defy Lab, e un Revival Prize per la miglior ri-edizione storica, andato a Longines per il The Longines Avigation BigEye.

  • Aiguille d’Or: Chopard L.U.C. Full Strike
  • Petite Aiguille: Tudor Heritage Black Bay Chrono
  • Ladies’ Watch: Chanel Première Camélia Skeleton
  • Ladies’ High-Mech Watch: Van Cleef & Arpels Lady Arpels Papillon Automate
  • Men’s Watch: Bulgari Octo Finissimo Automatic
  • Chronograph Watch: Parmigiani Fleurier Tonda Chronor Anniversaire
  • Tourbillon and Escapement Watch: Bulgari Octo Finissimo Tourbillon Skeleton
  • Calendar Watch: Greubel Forsey QP à Équation
  • Travel Time Watch: Parmigiani Fleurier Toric Hemisphères Rétrograde
  • Mechanical Exception Watch: Vacheron Constantin Les Cabinotiers Celestia Astronomical
  • Sports Watch: Ulysse Nardin Marine Regatta
  • Jewellery Watch: Chopard Lotus Blanc Watch
  • Artistic Crafts Watch: Voutilainen Aki-No-Kure
  • Innovation Priz: Zenith Defy Lab
  • Revival Prize: Longines The Longines Avigation BigEye

Premio speciale della giuria, infine, per due donne che hanno contribuito a fare grande l’orologeria grazie alle loro abilità e alla fine conoscenza dei mestieri d’arte: Anita Porchet e Suzanne Rohr. Tra le più eccelse artiste in grado di padroneggiare l’arte dello smalto e della pittura miniata.