Prendere alla leggera un argomento serio, smorzare i toni, abbassare la soglia della serietà. Mantenendo però altissimo il livello tecnico/realizzativo delle proprie creazioni. Pensiero fondante dell’orologeria della maison, ben rappresentato nelle forme e nella sostanza dell’Hermès l’Heure de la Lune.

Hermès – Arceau l'Heure del la Lune
Hermès – Arceau l’Heure del la Lune – cassa in oro bianco da 43 mm – quadrante principale in avventurina – movimento meccanico a carica automatica Hermès H1837 con modulo esclusivo – impermeabile a 3 atmosfere – edizione limitata a 100 esemplari.

Sarà l’anno della luna. È un fatto assodato, una cosa scontata. Un poetico, affascinante, tormentone che terrà compagnia per i 12 mesi a venire. Il 2019 celebrerà infatti i 50 anni della visita del primo essere umano sul satellite terrestre e così, oggi come allora, si finirà col tornare inevitabilmente a rivolgere il naso all’insù. A sognare, a fantasticare. E lei, la luna – o quanto meno l’immagine “riflessa” di essa – farà capolino dappertutto.

In orologeria, il suo lato visibile, ha sempre rappresentato una presenza costante. Le sue fasi, così come le ore del giorno, hanno infatti sempre scandito e regolato i tempi della vita rurale, portando tecnici e maestri orologiai a inseguire nei secoli, a livello ingegneristico e meccanico, una precisione giunta ai nostri giorni a livelli vicini alla perfezione. Raggiunta, curiosamente, proprio quando la rappresentazione dei suoi cicli su un quadrante si è ritrovata però ad avere un ruolo puramente scenico. La luna, ancora oggi, esercita insomma il suo potere attrattivo. Piace, e piace parecchio, in maniera perfino irrazionale.

Motivo per il quale la maison Hermès, a quella stessa luna, ha deciso di dedicare il proprio 2019. A modo suo, con lo stile che da sempre la contraddistingue. Leggero, un po’ sognatore, rarefatto, fantasioso. Ma tecnicamente ineccepibile. Perfettamente condensato in una coppia di referenze d’eccezione della collezione Arceau: l’Hermès l’Heure de la Lune.

La luna in orologeria rappresenterà uno dei trend più influenti del 2019. Celebrata non solo da chi, sul satellite, ci è stato al polso degli astronauti. Ma anche da chi, dalla Terra, non ha mai smesso di ammirarla e di sognarla. Facendone un elemento imprescindibile delle proprie creazioni.

Hermès – Arceau l'Heure del la Lune
Un dettaglio della referenza con quadrante in meteorite ferroso mette in risalto la particolare texture che rende di fatto unico ognuno dei 100 esemplari.

Tecnicamente ineccepibile, come detto, l’Hermès l’Heure de la Lune. E per capirne la ragione è sufficiente osservarlo. E immaginare quanto lavoro, a livello tecnico, possa esserci dietro a un’apparentemente banale re-interpretazione di un canonico “fasi di luna”. Perché il modello, grazie al lavoro nell’ombra di un luminare dell’orologeria come Jean-François Mojon, ribalta i canoni della complicazione. Non più un piccolo disco sferico chiamato ripetutamente a far capolino da una finestrella, inevitabilmente relegato in secondo piano.

Ma due generose e dettagliate rappresentazioni artistiche (in madreperla) perennemente residenti sul quadrante. Invitate a prendersi la scena, perché fisse. E dunque pronte a demandare la messa in scena del ciclico riproporsi delle rispettive fasi (per l’emisfero nord e per quello sud, curiosamente invertiti) a sotto-quadranti laccati, incaricati al contempo di mostrare ore e minuti da una parte, e data dall’altra. Sempre in movimento, 365 giorni all’anno, chiamati a completare un’intera rivoluzione del quadrante principale ogni 59 giorni.

Una recita perpetua resa possibile da un modulo meccanico (117 componenti, 4,2 mm di spessore) progettato dallo stesso Mojon per andare a sovrapporsi al movimento di manifattura Hermès H1837. Pensato per trasmettere il moto, attraverso ingranaggi planetari, ai due dischi “orbitanti” facendoli al contempo rivoluzionare in tondo grazie ad un anello con cremagliera nascosto sotto al rehaut.

Hermès – Arceau l'Heure del la Lune
Una fase di assemblaggio dell’Hermès l’Heure de la Lune in cui si intravede la serie di ruotismi che trasmettono il moto da un perno centrale ai due satelliti laterali. Lungo il perimetro è poi anche possibile osservare la “cremagliera” (poi nascosta dal rehaut) che guida i quadranti di ore e minuti nella loro rivoluzione completa ogni 59 giorni.

Poi, certo, trattandosi, di una creazione di Hermès, c’è anche da considerare il côté artistico. Inevitabilmente notevole e di spessore. Detto della impeccabile laccatura dei due dischi delle ore e della data (a seconda della referenza, bianchi oppure grigi degradé) così come della minuziosa rappresentazione di quelli raffiguranti la superficie lunare (uno dei quali con tanto di decalco di un Pegaso), non si può sorvolare sull’impatto estetico di un quadrante per il quale la maison ha fatto ricorso a materiali di prim’ordine come avventurina e meteorite.

Scelti non a caso, il primo per riprodurre con realismo l’intensità di una volta stellata, il secondo per portare una suggestiva presenza del cosmo più profondo direttamente all’interno dell’orologio. Due esercizi di stile differenti capaci tecnicamente di aprire l’Hermès l’Heure de la Lune sia al mondo maschile e sia a quello femminile. Nonostante la generosa dimensione della cassa: 43 mm.

Una cassa in oro bianco, di forma tonda, con vetro zaffiro su entrambi i lati, che dona all’Hermès l’Heure de la Lune ancor più carattere grazie ad un segno distintivo divenuto sin dal 1978 (anno in cui fu disegnata da Henri d’Origny, storico direttore artistico della maison) un autentico marchio di fabbrica. La doppia ansa, arcuata e ben marcata, prevista pero solamente in corrispondenza delle 12. In un’imprevedibile asimmetria-bizzarria in stile Hermès.

Sia con quadrante in avventurina e contatori laccati bianchi e sia con fondo in meteorite ton-sur-ton con sotto-quadranti grigio degradé, l’Hermès l’Heure de la Lune sarà prodotto in un ristretto numero di esemplari: 100 per ognuna delle due referenze.

Hermès – Arceau l'Heure del la Lune
L’Hermès l’Heure de la Lune scomposto in macro elementi. Al suo interno, un movimento automatico di manifattura Calibro H1837 (193 componenti, 28 rubini) e di un modulo esclusivo composto da 117 componenti e 14 rubini.
Immagine in apertura: Photo credit Federica Santeusanio Copyright ©TheDucker