Non solo alta orologeria meccanica. Louis Vuitton, a sorpresa ma non troppo, porta infatti al debutto il suo primo smartwatch.

Pronto a distinguersi dalla massa giocando la carta, sempre vincente, della personalizzazione. Glamour, innovativo, connesso, dedicato ai viaggiatori.

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Louis Vuitton – Tambour Horizon Black – sistema operativo Android Wear 2.0 – compatibilità Android 4.3+ / iOS 9+ – cassa da 42 mm in acciaio con finitura PVD nera – display 1.2” Amoled touch – cinturino personalizzabile e intercambiabile – impermeabile fino a 3 atmosfere.

Quindici anni di storia, per i ritmi secolari del mondo dell’orologeria, equivalgono a una manciata di secondi. Poco o niente. Ma ciò che è realmente importante, ai fini della storia, non è tanto l’età anagrafica, quanto la capacità di dare vita a qualcosa capace di sopravvivere allo scorrere del tempo. Di divenire simbolo. Quindici anni fa, era il 2002, Louis Vuitton faceva il suo ingresso nel mondo dell’orologeria. Con un modello, il Tambour, perfettamente in linea con i principi stilistici e qualitativi della maison. Tanto che oggi è ancora identico a se stesso. Non tanto per una mancanza di creatività. Quanto perché un’icona, una volta tale, diviene immortale. E allora si modifica secondo i ritmi di una lenta evoluzione. Anche tecnologica.

Il Tambour Horizon, il nuovo smartwatch lanciato da Louis Vuitton durante l’estate 2017, eredita un nome importante. Quello del primo modello della maison, lanciato quindici anni prima al momento del suo ingresso nel mondo dell’alta orologeria svizzera.

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In quanto Louis Vuitton, il nuovo Tambour Horizon non poteva non declinarsi anche nell'inconfondibile versione Monogram. Con cassa in acciaio lucido e il classico pattern reso famoso dai prodotti di pelletteria. Ripreso per il cinturino e per il quadrante digitale.

Di quel primissimo orologio il Tambour Horizon ne è il discendente moderno. Non solo perché ha visto la luce in questo 2017, ma anche perché la sua essenza è quella di uno smartwatch. Il primo di Louis Vuitton.

E non a caso, fedele a uno spirito itinerante che da sempre lo contraddistingue, il brand lo ha pensato appositamente per chi ha sempre la valigia in mano. Un’arte, quella del viaggio, sviluppata attraverso bagagli borse e accessori. Come l’orologio. Come il Tambour Horizon, appunto, con la sua funzione GMT sempre a disposizione sul display, o quella “ore del mondo”, con il quadrante a 24 ore a richiamare altrettanti fusi orari selezionabili con un semplice tocco sulla città di riferimento.

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Un dettaglio della cassa del Tambour Horizon. Disponibile in acciaio inossidabile lucido oppure a finitura PVD nero ha la sezione laterale concava. E riporta incise, in corrispondenza delle ore, le lettere che compongono la firma Louis Vuitton. Proprio come il primo Tambour.

Ma il suo DNA globetrotter non si limita alle funzioni orologiere. Perché Louis Vuitton per il suo Tambour Horizon ha pensato anche ad applicazioni dedicate. Come My Flight, creata per mantenere informati sui tempi di volo, i terminal, gli eventuali ritardi e tutto ciò che può contribuire a tenere sotto controllo i dettagli del proprio viaggio. Oppure City Guide, estensione da polso delle guide edite dalla maison e pronta ora a suggerire i place to be di sette tra le città più visitate al mondo, compresi ristoranti, alberghi, luoghi storici e di pubblico interesse. Due App dedicate, disponibili solo per lo smartwatch griffato Vuitton.

Il suo punto forte è la personalizzazione. Voluta da Louis Vuitton per rendere personale il proprio Tambour Horizon. E realizzata tramite tre varianti di cassa, Graphite, Monogram o Black, e ben 60 cinturini. 30 da uomo e altrettanti da donna.

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Una vista lato fondello del Tambour Horizon (in versione Black). La sua ricarica avviene tramite una base magnetica, da accostare proprio al retro dell'orologio.

Louis Vuitton lo ha realizzato lavorando fianco a fianco con Qualcomm Technologies e naturalmente con Google dal momento che, alla base, sfrutta una piattaforma Android. E un po’ figlio del mondo, il Tambour Horizon lo è veramente. Solo per il fatto di essere stato ideato a Parigi e assemblato nella Silicon Valley californiana, ma solamente dopo aver ricevuto le casse dalla Svizzera, Paese dove vengono fabbricate.

Per piacere a livello globale lo smartwatch ha puntato invece forte su un look “componibile a piacere”. Tanto che l’oggetto non nasce preconfezionato. In boutique si parte infatti dalla scelta di una delle tre versioni di cassa per poi abbinarci, a seconda dei gusti maschili o femminili, ben 60 differenti cinturini intercambiabili. Che, nati e lanciati per il Tambour Horizon, andranno però a caratterizzare tutta la linea Tambour tradizionale.

Come tutti gli smartwatch è camaleontico per via dell’ampia scelta di quadranti a disposizione. Molti di quelli proposti adottano i codici estetici dei modelli emblematici di Louis Vuitton, dal GMT al cronografo fino all’Escale.

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Una piccola selezione di alcuni tra i 60 cinturini a disposizione per personalizzare il proprio Tambour Horizon. Ma non solo, perché il sistema a sgancio rapido brevettato dalla maison sarà esteso anche ai modelli meccanici.

A livello tecnico il Tambour Horizon sfrutta un sistema operativo Android Wear 2.0 ed è compatibile con dispositivi Android 4.3+ e iOS 9+. Si avvale di una memoria Ram di 512MB, una batteria interna da 300mAh la cui durata è stimata in una giornata, un display Amoled da 1,2” e di connettività Bluetooth e WiFi. Notifica le chiamate, i messaggi e le email, ma svolge anche la funzione di contapassi, sveglia e countdown.