Minuscoli componenti meccanici orologieri giunti a fine vita si riscoprono essenziali con vesti e funzioni del tutto nuove. Elementi strutturali di insetti visionari, bestiario proprietario dell’artista tedesca Gaby Wormann.

Un esemplare di Acrocinus longimanus, o coleottero arlecchino, ripensato da Gaby Wormann. Sotto le sue elitre, una profusione di ruote e bilancieri vanno a costituire il suo nuovo corpo meccanico.

C’è chi può trovarli interessanti, chi addirittura affascinanti o, all’opposto, magari ripugnanti. Tutto lecito, perfettamente consentito. Anzi, comprensibile. Il difficile, qualsiasi reazione essi generino, è però rimanerne indifferenti. Perché, in fondo, “oggetti” così sarebbero merce rara anche per i più attrezzati tra i cabinet de curiosités. O, in questo caso, sarebbe meglio dire dei Wunderkammer. Alla tedesca. Perché tedesca è colei che queste stravaganze “bio-meccaniche” le realizza, Gaby Wormann. Scultrice, per auto definizione, artista visionaria per tutti gli altri. A suo modo, un talento, suggestionato negli anni dagli scritti di Franz Kafka, dai lavori artistici di Hans Ruedi Giger (a lui si devono per esempio le creature di Alien) così come di quelli di Pierre Matter. Genio poliedrico, quello di Gaby Wormann, capace di farsi forza e di crescere poggiandosi su basi apparentemente incompatibili e inconciliabili tra loro: meccanica, entomologia, anatomia. E tecnica orologiera.

L’orologio è uno strumento costruito per mirare all’eternità. E così i suoi componenti. Utilizzati da Gaby Wormann per ridare vita ad insetti ottimizzati. Creature meccaniche a metà strada tra entomologia ed orologeria.

Un impressionante dettaglio di un Dynastes Hercules, o scarabeo ercole. Bilancieri e ruote dentate non sono messi a caso ma mantengono sempre interconnessioni tra loro.

Le sue creazioni hanno fatto il giro del mondo. Ospitate naturalmente da quegli spazi espositivi, fuori registro, in grado di comprenderle, accettarle e di conseguenza esaltarle. Ma hanno trovato negli anni una loro ideale collocazione anche all’interno dei più celebri e celebrati saloni dell’orologeria. Accostate ai marchi emergenti, quelli cioè maggiormente predisposti a guardare in direzione del futuro piuttosto che del passato e della tradizione. Perché quelle che la stessa artista ha battezzato MeCre, ossia Mechanical Creatures, altro non sono che insetti rivisitati. Che alla fine del loro naturale ciclo di vita hanno ricevuto un ideale lasciapassare verso l’eternità grazie a piccoli componenti orologieri. Viti, ruote, bariletti, spirali, bilancieri, sulla carta ormai “esausti” e dunque inutili, ma finiti anch’essi in un nuovo corpo, pronti a reiniziare una nuova vita. Trapiantati in involucri naturali, in esoscheletri a loro apparentemente estranei, eppur perfettamente a proprio agio. Grazie alla spiccata sensibilità artistica di Gab Wormann.

Pomponia Imperatoria
Una Pomponia Imperatoria sembra librarsi in volo. Una cicala gigante, per niente appesantita dal suo carico di ingranaggi meccanici nell’addome.

Se dunque la natura è sempre stata definita come una sorta di macchina perfetta, il lavoro di Gaby Wormann può essere visto come una sorta di tentativo umano di sperimentazione in un’ottica di ottimizzazione. Le sue forme di vita ibride, un tempo animate, diventano ora macchine se possibile ancor più efficienti sotto il profilo tecnico grazie all’ausilio di parti meccaniche. Con arti servo assistiti e organi interni ad alta resistenza. Insetti bionici, appositamente scelti tra i più appariscenti per forme e colori, divengono sculture acquisendo carattere e personalità. La loro realizzazione è un concentrato spinto di conoscenze e, perché no, di mestieri d’arte sotto forma di raffinate ed eccezionali maestrie artigianali. Messe al servizio, per una volta, di “un’altra orologeria”. Inaspettata, inconsueta, ma altrettanto complicata.

Lycosa tarantula, Megasoma actaeon, Tropidacris dux. Nomi propri, magari sconosciuti, di ragni lupo, scarabei rinoceronte, cavallette giganti. Trasformati da Gaby Wormann in insetti bionici, mutazioni genetiche provenienti da un lontano futuro.

Un’immagine di Gaby Wormann, artista tedesca, classe 1966, dalla cui mente escono continuamente insetti bio meccanici dall’alto quoziente creativo.

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