Spirito americano e precisione svizzera per una creazione che si riaggancia agli anni Settanta e a un momento importante della storia di Hamilton, quando diede vita all’orologio Pulsar, primo segnatempo da polso digitale.

Hamilton PSR – Ref. H52414130 (acciaio); H52424130 (acciaio PVD color oro giallo) – cassa in acciaio o in acciaio con trattamento PVD color oro giallo di 40,8 x 34,7 mm – quadrante con display ibrido LCD e OLED – vetro zaffiro antiriflesso – bracciale in acciaio o in acciaio con trattamento PVD color oro giallo – Impermeabilità fino a 10 atmosfere (100 metri) – movimento al quarzo digitale. Funzioni: ore, minuti, secondi. Serie limitata a 1.970 esemplari (solo versione in acciaio con trattamento PVD color oro giallo). Prezzo al pubblico 695 euro (acciaio); 945 euro (acciaio con trattamento PVD color oro giallo).

“Febbre da Pulsar”, così è stata definita la smania di voler possedere uno degli esemplari di quel modello rivoluzionario annunciato per la prima volta nel 1970 e divenuto da subito un must have irrinunciabile. E questo nonostante si trattasse di un orologio tra i più costosi per l’epoca, visto che due anni dopo, quando finalmente fu messo in produzione nella versione in oro massiccio, il suo prezzo si attestava sui 2.100 dollari, pari più o meno al valore di un’utilitaria. Sull’incredibile successo dell’orologio Pulsar si raccontano episodi apparentemente leggendari ma che sono assolutamente accaduti nella realtà, mentre di certo è stato visto al polso di personaggi influenti e di vere e proprie star, da Keith Richards a Joe Frazier, da Elton John a Giovanni Agnelli fino al Presidente degli Stati Uniti Gerald Ford. E ha avuto anche la sua consacrazione cinematografica indosso a Roger Moore, interprete della spia più famosa del mondo nella pellicola Live And Let Die del 1973. Si narra che nel momento in cui Moore nel film accese il display a LED, le persone che in sala stavano assistendo alla visione rimasero talmente affascinate da non poter fare a meno di emettere un potente brusio di stupore. D’altronde quando il 6 maggio del 1970, attraverso una conferenza stampa tenutasi presso il ristorante del Four Seasons di New York, Hamilton presenta al mondo il primissimo esemplare da polso digitale, già si intuisce che sarebbe entrato nella storia dell’orologeria grazie a una tecnologia innovativa e a un aspetto futuristico che ancora oggi, a cinquant’anni esatti di distanza, continua a farsi apprezzare. Il suo nome, Pulsar, fu scelto in riferimento alle stelle di neutroni pulsanti che emettono fasci di radiazioni a frequenze ultra-precise (oggi riprodotte nel fondello del nuovo PSR), e in effetti l’orologio somigliava più che altro a un oggetto fantascientifico, sia per una resistenza e una precisione notevoli, sia soprattutto per la mancanza di componenti in movimento, a partire dall’assenza totale di lancette sul quadrante.

L’orologio Pulsar di Hamilton inaugura un nuovo modo di misurare il tempo, e di visualizzarlo, grazie all’innovativa tecnologia LED con numeri rossi e scorrimento delle indicazioni orarie che presero il posto delle cifre e delle lancette tradizionalmente collocate sul quadrante.

L’intensa satinatura del metallo risalta fortemente nella versione del PSR in acciaio, nell’intera superficie della cassa personalizzata con l’incisione in nero del nome Hamilton, come nelle maglie del poderoso bracciale a tre file.

Da quel momento questo “computer da polso a stato solido” avrebbe introdotto un nuovo modo di leggere l’ora che le persone impararono a conoscere quando, per la prima volta, un prototipo dell’orologio Pulsar venne mostrato nel programma televisivo americano The Tonight Show. Compito del presentatore Johnny Carson fu di rivelarne la straordinaria funzionalità premendo un pulsante laterale grazie al quale l’ora compariva sullo schermo scuro sotto forma di numeri LED rossi, mentre per far scorrere i secondi era sufficiente tenere premuto il pulsante più a lungo. Il segnatempo si regolava per mezzo di una barra magnetica unica nascosta all’interno del bracciale.

Furono due le versioni prodotte in quegli anni e fino al 1977, la prima, il modello P1, è stata lanciata nel 1972 ed era caratterizzata da un design spaziale di grande originalità, perfettamente adeguato all’innovativa tecnologia proposta. Possedeva un’avveniristica cassa a forma di cuscino e un bracciale, tutti in oro giallo 18 carati. Si trattava, dunque, di una creazione decisamente esclusiva, realizzata in soli 400 esemplari, che ebbe tra i suoi estimatori Elvis Presley, il quale decise di volerne possedere uno.

Nel 1973, a un anno di distanza, il Pulsar venne proposto al pubblico nella versione P2, più accessibile perché realizzata in acciaio, con un design della cassa arrotondato e un sistema chip ottimizzato. Ottenne un successo colossale e fu prodotto in moltissimi esemplari nonché indossato da numerose celebrità.

L’Hamilton PSR si rifà alla versione P2 dell’orologio Pulsar, che risale al 1973. Come quella ha cassa di forma coussin, bombata e ammorbidita agli angoli. È disponibile in due abbigliamenti, in acciaio o in acciaio con trattamento PVD color oro giallo, quest’ultima in serie limitata a 1.970 esemplari, come l’anno in cui il modello venne annunciato.

Sketch del progetto e assemblaggio delle diverse componenti dell’orologio.

Un orologio sinonimo di stile, dunque, ma allo stesso tempo un modello rivoluzionario che oggi rinasce grazie alla volontà di Hamilton di portare nuovamente alla ribalta uno straordinario successo del suo passato. E grazie al fatto che gli anni Settanta, così ricchi di creatività e di fantasia, sono un trend più vivo che mai, un decennio in cui le innovazioni di design, materiali, colori e, soprattutto, tecnologia, hanno avuto un’importanza fondamentale per il futuro, anche in ambito orologiero. La nuova creazione che evoca l’orologio Pulsar è stata battezzata Hamilton PSR, e in particolare il design si rifà a quello inimitabile del modello P2, con una cassa coussin stondata agli angoli che, come negli anni Settanta, misura 40,8 x 34,7 millimetri. Viene realizzata in acciaio oppure in acciaio con trattamento PVD color oro giallo – quest’ultima in serie limitata a 1.970 esemplari – ed è garantita impermeabile fino a 10 atmosfere di pressione (100 metri), contro i 30 metri della versione originale. Di diverso, rispetto all’esemplare del passato, oltre alla presenza di un vetro in zaffiro piuttosto spesso, il display si avvale oggi delle ricerche più recenti combinando assieme tecnologie LCD riflettenti (display a cristalli liquidi) e OLED a emissione (diodo organico a emissione di luce). Gli iconici numeri OLED rosso chiaro in stile “digit dot” vengono visualizzati premendo il pulsante (agendo due volte su di esso appaiono anche i secondi), mentre il display LCD garantisce che l’ora sia sempre
visibile anche con la luce del giorno. Privo di retroilluminazione il display assicura inoltre un consumo energetico estremamente basso. Il movimento è al quarzo digitale.

 

Le indicazioni orarie vengono visualizzate attraverso gli iconici numeri OLED rosso chiaro in stile “digit dot” sul display ibrido che combina diverse tecnologie, LCD riflettenti (display a cristalli liquidi) e OLED a emissione (diodo organico a emissione di luce).

Tecnologia di ultima generazione per il display del segnatempo e per le componenti elettroniche.