Con il nuovo Carrera Calibre Heuer 02T Tourbillon Nanograph TAG Heuer torna a spalancare le porte a quella ricerca & sviluppo che, per decenni, ha contribuito a dar credito e validità al proprio nome: Techniques d’Avant Garde.

TAG Heuer Nanograph
TAG Heuer – Carrera Calibre Heuer 02T Tourbillon Nanograph – cassa in titanio con finitura Pvd nero da 45 mm – quadrante multilivello – movimento meccanico a carica automatica Calibro Heuer 02T di manifattura – autonomia di 65 ore – cinturino in pelle e caucciù – 23.200 euro.

La notizia è di quelle da accogliere con alto indice di gradimento. Il 2019 sembra aver consegnato (o meglio, riconsegnato) agli appassionati di orologeria quella TAG Heuer fino a qualche anno fa tanto capace di lasciare a bocca aperta per la sua capacità di sviluppare soluzioni tecnologiche all’avanguardia per i suoi strumenti del tempo. Una pratica benaccetta a cui recentemente, forse, si era però un po’ persa l’abitudine. Perché è innegabile che, dopo che si viene abituati a mangiare caviale, tornare al tramezzino può lasciare in bocca un certo retrogusto di insoddisfazione. Così come può lasciare un po’ di lecito disorientamento ritrovarsi tra le mani un Connected (uno smartwatch) dopo aver maneggiato orologi come il Monaco V4, il primo con cinghie di trasmissione, il MikropendulumS, con il suo sistema a magneti in luogo della classica spirale, o il Mikrogirder, con la sua precisione al 5/10.000 di secondo e le sue folli alternanze/ora. Ma ora, come detto, il menù sembra essere nuovamente tornato all’antico. A supporto dei fatti, il recente lancio del Carrera Calibre Heuer 02T Tourbillon Nanograph.

Debellare l’influsso negativo causato dai campi magnetici è diventata una delle sfide prioritarie del mondo dell’orologeria. Che TAG Heuer ha deciso di affrontare con il Carrera Calibre Heuer 02T Tourbillon Nanograph. Dotato di spirale in carbonio composito.

TAG Heuer Nanograph
Il Calibro Heuer 02T visto dal lato del fondello. Si noti anche la fibbia del cinturino in fibra di carbonio a complemento di una déployante in titanio.

Eccellente. Ma cosa ha, in soldoni, questo Carrera Calibre Heuer 02T Tourbillon Nanograph di così tanto speciale? Fondamentalmente, un’innovazione di quelle che possono fare tanta strada. Un bilanciere dotato di una particolare molla a spirale (naturalmente brevettata) realizzata in un composito di carbonio costituito di nanoscopiche particelle esagonali delle dimensioni di un milionesimo di millimetro. Alla base di questo ritrovato hi-tech, un progetto partito nel 2014 con un obiettivo: identificare un materiale che fosse amagnetico, resistente, leggero e insensibile alle variazioni di temperatura, da poter plasmare sotto qualsiasi forma, anche quella di una spirale. Il componente più delicato di un orologio, in quanto principale artefice della sua precisione. Componente che è pronto ora a debuttare a braccetto con un dispositivo tourbillon (l’evoluzione di quel “famoso” tourbillon volante a 15mila Chf presentato nel 2016 – a proposito di innovazione – primo ad essere stato concepito nel 21° secolo, per il 21° secolo, con la tecnologia del 21° secolo) ma, dopo Basilea, a mettersi anche al servizio di un un organo regolatore “standard” in una collezione “standard”.

TAG Heuer Nanograph
Un’immagine stretta del dispositivo tourbillon del Carrera Calibre Heuer 02T Tourbillon Nanograph. Sulla gabbia, in alluminio, due piccoli punti in SuperLuminova per accentuarne la presenza anche al buio.

Per usare un neologismo fin troppo abusato, tanta roba. Perché una spirale non si improvvisa, tanto più se di un materiale fuori capitolato. E quella voluta da Guy Sémon, CEO del TAG Heuer Institute, ha richiesto un bel quinquennio di ricerca&sviluppo, portato avanti con successo anche grazie al fondamentale apporto garantito dalle menti più brillanti residenti nei poli universitari svizzeri di eccellenza, matematici, chimici e fisici vari. Il tutto, si fa per dire, per cavar fuori da un wafer di carbonio tante piccole spiraline dal peso infinitesimale, tra l’altro, resistenti ad urti testati in laboratorio fino a 5mila g/1 m. A portarla al debutto, e non poteva essere altrimenti, un orologio sopra le righe: il Carrera Calibre Heuer 02T Tourbillon Nanograph. Un cronografo meccanico automatico con dispositivo tourbillon (gabbia del bilanciere in alluminio e spirale in composito di carbonio), ovviamente un Carrera, naturalmente di ultima generazione. Con cassa in titanio, lunetta graduata in fibra di carbonio, e quadrante multilivello a motivo esagonale. Destinato ad essere, questo è certo, una pietra miliare. Non solo di casa TAG Heuer.

Democratizzare le più avanzate e raffinate innovazioni tecnologiche è un dovere morale dell’orologeria. Motivo per il quale la nuova spirale sarà presto adottata anche da modelli più commerciali e dal prezzo maggiormente abbordabile.

TAG Heuer Nanograph
Un dettaglio della nuova spirale realizzata in composito di carbonio, materiale mai utilizzato prima d’ora per questo delicato componente. Esempio di orologeria d’avanguardia.